martedì 4 agosto - YouTrend

Il punto sulla Germania: CDU saldamente primo partito, i Verdi in ripresa

Il partito della cancelliera ha quasi 20 punti di vantaggio sui Verdi, che dopo la fine dell’emergenza sanitaria riconquistano terreno sui socialdemocratici.

Durante la pandemia, in Germania come altrove i partiti e gli esponenti di governo hanno beneficiato di un improvviso aumento di visibilità e di una fiducia, come è stato evidenziato dai sondaggi dei diversi istituti e dagli indici di gradimento verso le singole figure (su YouTrend ne abbiamo parlato ad aprile).

Con l’uscita dalla fase d’emergenza e il graduale ritorno alle attività quotidiane (sia pure con le misure anti-contagio ancora attive) la situazione si fa più frastagliata: alcune dinamiche osservate durante la fase acuta della crisi da coronavirus sembrano essersi già arrestate, mentre altri effetti sono ancora presenti – e a questo punto si può ipotizzare che diventino stabili, almeno nel breve termine. Guardando alla media dei sondaggi più recenti, infatti, notiamo la CDU saldamente in testa: i cristiano-democratici sfiorano infatti il 38%, staccando di quasi venti punti i Verdi, secondo partito, che si fermano al 18,5%. I socialdemocratici della SPD sono al 14,8%, mentre AfD è al 10%.

Se confrontiamo questi dati con quelli osservati ad aprile, saltano subito agli occhi due elementi. Innanzi tutto, la CDU rimane primo partito, superando di molto i principali contendenti senza che la perdita di 0,7 punti percentuali intacchi questo primato. Inoltre, il sostanziale pareggio tra SPD e Verdi che si era prodotto durante la pandemia inizia già a modificarsi per tornare alla situazione pre-Covid, che vedeva i Grüne secondo partito e i socialdemocratici al terzo posto. Le variazioni sono ancora tutto sommato lievi, ma intanto la forbice torna ad allargarsi, ed è significativo che i Verdi siano tornati a crescere non appena si è affievolita la percezione dell’emergenza. È chiaro, però, che attualmente nessuna delle due forze politiche può scalfire il primato della CDU.

 

Come scritto in precedenza, il coronavirus ha dato più spazio e visibilità a chi governa a livello nazionale o locale, e tanto i ministri CDU quanto Olaf Scholz, ministro socialdemocratico delle Finanze, hanno avuto occasione per farsi apprezzare dall’elettorato. Questo successo, del resto, rimane osservabile negli indici di gradimento dei politici rilevati da focus.de: nonostante alcuni perdano qualche punto di gradimento, chi aveva ottenuto un buon punteggio ad aprile continua a essere ben visto anche oggi. Fra tutti, rimangono molto apprezzati dall’elettorato Markus Söder (governatore CSU della Baviera, la cui gestione della crisi è stata vista con molto favore), Jens Spahn (CDU, Ministro della Sanità di cui in molti approvano l’operato nell’emergenza) e Olaf Scholz (che anche a causa dei suoi interventi di sostegno all’economia risulta molto più gradito della leadership SPD). In particolar modo, Söder sembra avere già da qualche mese superato stabilmente Angela Merkel nel gradimento dei tedeschi.

 

La CDU mantiene dunque un consenso molto alto, mentre la SPD torna a scendere (seppur leggermente) dopo una ripresa che poteva far intravedere la fine della crisi. Tra i cristiano-democratici, la lotta tra Spahn e Söder per la leadership continua a essere serrata, mentre nei socialdemocratici Scholz gode di una notorietà e di un’approvazione popolare superiore a Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken, i due neoleader che meno di un anno fa lo hanno sconfitto al congresso ma che faticano a risollevare il partito e ad accreditarsi di fronte a larghi settori dell’elettorato. Per tutti loro, comunque, i prossimi mesi saranno fondamentali per consolidare (o contrastare) le dinamiche viste nelle ultime settimane, anche sfruttando lo scenario apertosi dal semestre di presidenza tedesca del Consiglio dell’UE, che in Germania potrebbe fornire una sponda ideale anche per una serie di partite interne.

 




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