martedì 27 aprile - UAAR - A ragion veduta

Il presidente irlandese denuncia il sistema scolastico segregazionista dell’Irlanda del Nord

Il presidente della Repubblica d’Irlanda, Michael D Higgins, ha condannato la segregazione dei bambini in età scolare nell’Irlanda del Nord. Northern Ireland Humanists – che da tempo si batte per un unico sistema educativo scevro da divisioni religiose – ha accolto con favore la notizia affermando che l’Irlanda del Nord deve orientarsi verso un sistema educativo unico e inclusivo se si vogliono pace e integrazione nel Paese.

«Chi nel 2021 può giustificare l’insegnamento separato sulla base della religione?», ha detto Michael D Higgins parlando al Late Late Show, sottolineando come questo tipo di politiche lasci i bambini in balìa di «pezzi di odio e di memoria che altri stanno manipolando». Le sue parole arrivano a seguito di un recente picco di violenza intercomunitaria nelle strade dell’Irlanda del Nord, che in alcuni casi ha coinvolto anche ragazzi di età inferiore ai 12 anni.

Attualmente, la maggior parte dei bambini che frequentano le scuole nell’Irlanda del Nord sono separati gli uni dagli altri sulla base del loro background religioso. Nella stragrande maggioranza dei casi, bambini che provengono da famiglie protestanti frequentano controlled schools [molte delle quali originariamente protestanti, e che benché siano sotto la gestione del schools Board of Governors mantengono sovente collegamenti con le chiese evangeliche] mentre bambini di provenienza cattolica frequentano scuole gestite dalla chiesa cattolica.

Un recente rapporto dell’Università dell’Ulster ha rilevato che la segregazione è endemica fin dalle prime fasi dell’istruzione, con il 47% delle scuole dell’infanzia – in teoria aperte ad alunni di qualsiasi provenienza – interamente segregate e il 70% fortemente segregate. Solo il 6% ha un basso livello di segregazione tra protestanti e cattolici. Alle primarie le scuole risultano ancora più divise, con solo l’1% di bambini di famiglie protestanti che frequentano scuole cattoliche e un numero così basso di bambini di famiglie cattoliche che frequentano controlled schools che il dato è stato cancellato dalle cifre più recenti diffuse dal governo, presumibilmente perché tali bambini avrebbero potuto essere facilmente identificati.

Le scuole integrate hanno tentato di affrontare la questione equilibrando la proporzione di posti riservati ai bambini di ciascuna comunità, nonché offrendo posti aggiuntivi a quanti di altra provenienza religiosa o di credo. Tuttavia, nonostante un sondaggio del 2018 abbia rilevato che circa il 70% dei genitori sosterrebbe l’integrazione scolastica dei propri figli, solo il 7% dei bambini frequenta queste scuole ed esse sono di difficile accesso per molte famiglie.

Il coordinatore di Northern Ireland Humanists, Boyd Sleator ha commentato: «Michael D Higgins ha ragione. Gli eventi delle scorse settimane mostrano chiaramente perché la segregazione dei bambini lungo confini religiosi deve finire. Speriamo che la prossima revisione del sistema educativo conduca a un unico e inclusivo approccio all’istruzione, individuando un sentiero chiaro al fine di raggiungere questo obiettivo. Una società che separa i propri bambini non cesserà mai di essere divisa. Se vogliamo pace e integrazione dobbiamo educare i nostri ragazzi insieme a prescindere dal loro background».

In anni recenti, i governi irlandesi hanno preso provvedimenti per eliminare dalla maggior parte delle scuole la selezione su base religiosa, conosciuta come «barriera del battesimo», poiché discriminatoria e impopolare. Il Regno Unito non si è mosso in questa direzione e le discriminazioni religiose nell’ammissione permangono in circa un terzo delle scuole britanniche, e praticamente in tutte le scuole dell’Irlanda del Nord.

Humanists UK

(originale in inglese disponibile alla pagina https://humanism.org.uk/2021/04/20/irish-president-slams-northern-irelands-segregated-school-system-in-light-of-violence/)

Traduzione di Ingrid Colanicchia

 




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