martedì 4 gennaio - Attilio Runello

Il pistacchio siciliano: un affare da circa cento milioni l’anno

Il pistacchio distribuito in tutti i supermercati ha raggiunto il prezzo di quindici euro al chilo. Rappresenta un bel fatturato per i produttori quasi esclusivamente del catanese. Per la Sicilia rappresenta un bel vantaggio visto che le principali esportazioni dell'isola riguardano l'agroalimentare

Il pistacchio è entrato prepotentemente nella nostra dieta insieme alla frutta secca che tutti i dietologi consigliano. Sembra anche che faccia bene ai diabetici. 

Ma il pistacchio rispetto alla rimanente frutta secca ha una particolarità: nei supermercati italiani venduto tostato ma non sgusciato costa quindici euro al chilo. Sgusciato, se si trova, costa ancora di più.

Il pistacchio italiano viene prodotto quasi esclusivamente in Sicilia da circa duemila produttori che hanno le loro coltivazioni in alcuni paesi alle pendici dell'Etna.

All'estero le grandi produzioni sono in Iran e nel Texas, ma è diffuso in tutto il Medioriente.

Attualmente in Sicilia ne vengono prodotti oltre quarantamila quintali l'anno e garantisce un fatturato di circa cento milioni l'anno, una manna per la Sicilia che esporta quasi esclusivamente nel settore agroalimentare, ancora povera di industrie nel suo complesso.

La coltivazione del pistacchio in Sicilia vede un intervento quasi esclusivamente femminile. A causa dei terreni scoscesi la raccolta viene fatta a mano ogni due anni, per dare alla pianta il tempo di raccogliere nutrimento da un terreno povero.

In Sicilia il pistacchio viene adoperato nell'industria dolciaria. 
Venne importato dagli arabi più di mille anni fa e sembra possa attecchire in poche zone. Ma se si riuscisse ad estendere la coltivazione ad altre zone potrebbe rappresentare una ricchezza per l'isola. Nell'ambito della frutta secca la Sicilia produce anche mandorle, che però non hanno avuto lo stesso successo e non hanno raggiunto gli stessi prezzi.

(foto da Wikicommon)




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