lunedì 15 novembre - Antonello Laiso

Il filo spinato della vergogna

Accendono il fuoco tra quei boschi dove il freddo imperia, fanno quel possono quei migranti che tra quel filo spinato della vergogna che divide il confine cercano di varcare lo stesso confine loro sognato e raggiunto, con tutte quelle forze fisiche mentali e quella disperazione che rende il tutto ancora più difficile.

Sono quelle scene che vediamo in questi giorni per la drammatica e difficilissima situazione tra la Polonia e la Bielorussia in cui la Presidenza di un dittatore sta creando non pochi problemi, non solo ad una nazione dell'Unione europea, ma a quanto pare e dalle ultime notizie minaccia tutta la zona UE.
Logicamente il minimo e logico dovuto sono quelle sanzioni arrivate dalla zona UE verso tale 
nazione di restrizioni e ostative all'economia e scambi come è normale in questi casi, ma tali non sono bastate se non ad alimentare in modo maggiore quella fiamma di sacralità onnipotente egemonica che dura da tanti anni in una nazione come la Bielorussia pur andata piu volte negli anni a quelle elezioni e vedendo sempre come non si sa nonostante le tantissime proteste interne la stessa persona al comando.
 
Sembra sia una sfida con l'Europa, ovvero con quell'Unione europea forte e coalizzata ma anche se ciò fosse impensabile ai fatti sarebbe impensabile anche come ipotesi.
Sembra addirittura che il presidente bielorusso voglia chiudere l'importazione di gas che arriva dalla Russia a tutta l'Unione europea, tale sarebbe quel ultima goccia di un vaso già colmo e non potrebbe essere tollerato.
Ci meravigliamo altresì come l'influenza notevole e la disponibilità sempre a dialoghi con l'Unione Europea del presidente Putin non si sia ancora materializzata per mediare soluzioni in uno scenario non facile ed in un altro scenario mondiale non altrettanto facile come la pandemia che ancora imperia nel mondo.
 
Antonello Laiso



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