mercoledì 9 novembre 2011 - Paolo Borrello

Il drammatico impoverimento dei pensionati

I pensionati contribuiscono oggi a un terzo del gettito nazionale, quasi 52 miliardi di euro. Ed entro il 2014, le loro tasse aumenteranno di poco meno di 2 miliardi di euro, secondo le previsioni di Fipac Confesercenti. Pesa sui redditi da pensione, in particolare, il mancato recupero del “fiscal drag” e le nuove addizionali territoriali.

“Il contributo delle pensioni al fisco italiano è assai rilevante - ha detto il presidente di Fipac Confesercenti, Massimo Vivoli nel presentare lo studio - mentre la disattenzione nei confronti del mantenimento del potere di acquisto di esse è devastante”. Il calo del reddito reale dei pensionati è stato superiore al 30% negli ultimi dieci anni, mentre venivano tagliati i fondi per la non-autosufficienza e aumentavano gli oneri per la salute. Attualmente l'incidenza del prelievo fiscale su una pensione media è al 26,2%. “E non sono pensioni da ricchi - ha osservato Vivoli - i commercianti, per esempio, devono accontentarsi di un assegno medio di 707 euro e oltre 8 milioni di pensionati (il 50,8%) non arrivano a 500 euro”.

Lo studio presentato dalla Fipac Confesercenti è stato anche esaminato dallo Spi-Cgil. Infatti questo studio “conferma uno scenario che testimonia il progressivo e drammatico impoverimento dei pensionati italiani”. Così il segretario nazionale Spi-Cgil Ivan Pedretti commenta lo studio in questione. “Un impoverimento che ha portato milioni di persone in una condizione di reale indigenza, con circa 3 milioni di pensionati che non ricevono più di 400 euro al mese e ben 8 milioni che vivono con un reddito che non supera la miseria di 500 euro al mese”, prosegue. “Come se non bastasse a tutti questi vengono regolarmente fatte pagare le tasse mentre gli evasori vengono lasciati liberi di defraudare il nostro paese. Tutto questo è profondamente ingiusto e dimostra in modo estremamente evidente come le scelte del governo siano state caratterizzate da un segno di iniquità e di diseguaglianza facendo leva solo sui poveri e lasciando in pace i ricchi, i privilegiati e le caste”, aggiunge. “E’, quindi, davvero giunta l'ora di intervenire, di proteggere i redditi da pensione ma anche di adoperarsi per introdurre una patrimoniale sulle grandi ricchezze e di dare vita ad una straordinaria lotta contro l'evasione”, ribadisce Pedretti.




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