martedì 14 aprile - Camillo Pignata

Il coronavirus, e dopo?

Il corona virus non è un accidente disceso dal cielo, figlio del caso e della fatalità, ma di questo modello di sviluppo economico, che per il profitto e i voti, calpesta i diritti fondamentali della persone e le istituzioni preposte al loro soddisfacimento, che finanzia poco il sistema sanitario pubblico e molto quello privato, trascura la scuola, la ricerca, la sicurezza dei lavoratori, l’equilibrio della natura che ci rende più esposti all'aggressione dei virus. 

Ma è anche figlio di un sistema decisionale UE troppo sovranista, incentrato su di una governance sovranista, che emargina gli organismi decisionali transnazionali (Parlamento, commissione BCE), ed affida le redini del comando ad un’accozzaglia di stati in lotta tra di loro. 

Può questo modello economico liberista, che ha generato il virus debellarlo definitivamente? Può questo sistema decisionale, ad impronta nazionalista, dare una risposta efficiente ed equilibrata ad una questione globale che richiede cooperazione e solidarietà?

Evidentemente no. In Europa il sistema decisionale e le istituzioni, non sono il luogo del conflitto di idee, ma dello scontro di interessi tra gli stati. La linea politica della UE non ha al centro l'uomo ed i suoi diritti, ma il capitale ed i suoi privilegi.

Con questo sistema ed in questo sistema, si possono trovare soluzioni contingenti, mai definitive, perché è un sistema che divide comunque e dovunque, anche in caso di emergenza sanitaria.

Non è un caso se sulla proposta italiana per i corona bond si è determinato uno scontro tra Germania, Olanda, Austria, Finlandia da una parte e Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda dall’altra.

Ogni iniziativa di cooperazione e solidarietà, si impantana nelle sabbie mobili dello scontro tra stati creditori e quelli debitori, tra i primi che cercano di estrarre dai secondi quanta più ricchezza possibile e i secondi che cercano di resistere,tra gli stati che cercano di trasferire in altri paesi i migranti, e gli stati che rifiutano di accoglierli.

 Per sconfiggere l'epidemia e i disastri economici finanziari conseguenti, occorre un sistema alternativo a quello che ha generato l’epidemia, una politica, che sostituisca la centralità del denaro con la centralità della persona dei suoi interessi.

Occorre la cooperazione e la solidarietà di tutti i paesi interessati. Diversamente il castello di carta di questa ’Europa iperliberista, senza valori,solo euro, e sovranità del credito, è destinato a crollare miseramente sotto i colpi delle sue contraddizioni.

Foto di Miguel Á. Padriñán da Pixabay 




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