mercoledì 12 gennaio - Alberto SIGONA

Il ciclismo e i campioni che l’hanno fatto grande: intervista a Beppe Conti

Intervista ad un grande storico dello sport. Beppe Conti si concede ai nostri microfoni. Dal suo ultimo libro sul Ciclismo ai campioni che l'hanno fatto grande, passando per la piaga doping. E nel finale ci regala pure uno scoop! Ecco quanto dichiaratoci...

Di cosa tratta il suo ultimo libro CICLISMO – STORIE SEGRETE (edito da Diarkos)?

Storie segrete, come dice il sottotitolo, parla di retroscena, tradimenti, accordi proibiti fra i campioni del passato e dei giorni nostri verificatisi nel corso delle grandi corse. Partendo dal fatto che il ciclismo è sport ma anche mestiere e che in gara ci sono uomini con le loro debolezze e le loro differenti visioni della vita.

Chi sono i personaggi a cui lei dà spazio?

Direi tutti i più grandi, da Binda a Coppi, da Bartali a Magni e gli altri di quell'epoca gloriosa. E poi Gimondi e Merckx, Moser e Saronni, Chiappucci e Bugno, Cipollini, Pantani e Armstrong.... sino a Nibali.

Lei è probabilmente lo storico del ciclismo più esperto d'Italia, oserei dire un'enciclopedia vivente, e non lo dico certo per piaggeria. Allora ne approfitto per chiederle qualcosa sulla storia di questo meraviglioso sport. Inizierei dal Tour de France 1948, in cui forse si realizzò la più grande impresa nella storia dello sport italiano: dopo 12 tappe Gino Bartali accusa 20' di gap da Luis Bobet, poi Ginettaccio trionfa sull'Izoard rifilando distacchi abissali alla concorrenza, portandosi in classifica generale al ridosso dal francese, riuscendolo a sopravanzare il giorno dopo. Cosa accadde in quella tappa esattamente? E perchè Bartali era stato autore di un inizio di Tour disastroso? Ci parli un po' di quel Tour...

Grazie per i complimenti. Non vorrei sembrarle di parte ma il Tour '48 fu certo grande per la nazionale italiana, in quanto vincemmo 11 tappe su 21, quasi la metà. E Bartali a 34 anni dominò la scena. Però bisogna tener conto che Bobet era giovane ed inesperto e che solo 5 anni dopo avrebbe vinto il primo Tour. Quella corsa venne resa celebre anche dall'attentato a Togliatti e da Bartali che doveva vincere per distrarre gli italiani. Tante inesattezze sono state scritte sull'argomento e sarebbe lungo parlarne. Io però penso che l'impresa più grande resti la Cuneo-Pinerolo di Coppi al Giro d'Italia '49 e quel suo Tour dello stesso anno quando recuperò un'ora alla maglia gialla Marinelli. Nel '49 fra Giro e Tour c'erano 18 giorni, Coppi li vinse entrambi per la prima volta, realizzando un'impresa che addirittura i medici ritenevano non fosse possibile.

Un altro Tour spettacolare fu quello del 1958, che diede vita ad una sfida entusiasmante fra Vito Favero e Charly Gaul: se non ricordo male l'italiano inizialmente riuscì ad accumulare oltre 10' di vantaggio sul lussemburghese grazie ad una fuga bidone... Quindi a cronometro l'"angelo della montagna" era riuscito a riportarsi sotto. Ma le sorprese non erano ancora finite...

Fu spettacolare il Tour '58 ma non riguardava solo Favero e Gaul. Se i francesi non avessero tradito Geminiani forse l'avrebbe vinto lui. E furono ancor più spettacolari altri sfide in quegli anni, il '56, il '60. Più noiosi i primi di Anquetil, '61, '62, '63 per la superiorità del francese nelle crono.

C'è una tappa di montagna proibitiva. A 10 km dall'arrivo vi sono in testa Gino Bartali, Fausto Coppi, Eddy Merckx, Marco Pantani, Luis Ocana, Charly Gaul, Federico Bahamontes, Lance Armstrong e Chris Froome: chi la spunterà?

E' un bel gioco, ma solo un gioco. Diciamo che dipende dal tipo di montagna. Se la pendenza è proibitiva la sfida riguarda Pantani, Gaul e Bahamontes. Se è pedalabile, Coppi con i suoi rapporti e le sue progressioni potrebbe far la differenza.

Chi ritiene sia stato il più forte cronoman di tutti i tempi, Coppi o Anquetil?

Difficile fare un nome solo. A Coppi e Anquetil aggiungerei addirittura anche Riviere e Indurain...

E il più forte velocista?

E' impossibile fare un nome solo. Almeno un paio per epoche. Mi hanno sempre colpito di più i velocisti che sapevano vincere le volate di gruppo ma anche le classiche, tipo Freddy Maertens, prima Rik Van Looy. Però l'elenco sarebbe lungo.

Fra i corridori di oggi chi la sta impressionando maggiormente?

Oggi ovviamente Pogacar e Van Aert, due fenomeni.

In passato il doping ha falsato questo sport? Ed oggi il doping è ancora presente nelle due ruote?

Il doping è una piaga dello sport e non del ciclismo. Ma il ciclismo ama mettere in piazza certi problemi, altri sport invece no. Il ciclismo ha vinto la battaglia col doping grazie ai controlli fuori competizione, dovrebbe averla vinta anche col doping tecnologico. Altri sport invece fanno molti meno controlli, ma molti meno, e dunque chi vuol doparsi ha maggiori libertà. Però nessuno ne parla, compresi alcuni miei colleghi molto discreti in materia. C'è il sospetto, ma si parla di sospetto, che un Oro italiano di Tokyo abbia saltato due controlli antidoping a sorpresa. Al terzo si beccherebbe due anni di squalifica. Fosse un ciclista posso garantire che si saprebbero già nome e cognome.

Cosa cambierebbe nel ciclismo attuale?

E' una domanda che richiederebbe un dibattito, un talk show o qualcosa del genere. Mi accontenterei di poco. Ripristinare la Coppa del Mondo, allargare un po' le distanze fra Giro e Tour, fare in modo, organizzatori, tecnici, manager e corridori che i più grandi si affrontassero sempre sui grandi traguardi come accadeva un tempo. Ad esempio Giro e Tour lo stesso anno per Pogacar, Roglic e Bernal. Il ciclismo in quei mesi avrebbe un audience notevole e tutti potrebbero approfittarne.

Se lei dovesse un giorno reincarnarsi in un ciclista, chi vorrebbe essere?

Ho corso in bicicletta 5 anni dai 15 ai 19 compresi. A 16 sono stato il numero 3 come punteggio in Piemonte. Ero veloce, ho vinto una decina di corse fra strada, kermesse e pista. Un tipo alla Gavazzi per fare un esempio, che reggeva su certe salite e sapeva battere allo sprint anche Moser e Saronni. Ha vinto la Sanremo '80 sempre al coperto come facevo io nelle mie corse. Mi affascinava Moser perchè possedeva le qualità che a me sono mancate per fare il corridore. Ma è stato meglio così. Meglio scrivere. Ho fatto tanta fatica in meno.

Cordiali Saluti e Buon Anno!!!

Ringraziamo di cuore Beppe Conti per la disponibilità e gli ricambiamo gli auguri!

 

 




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