giovedì 1 luglio - Aldo Funicelli

Il brutto passato davanti a noi

A guardare i telegiornali in questi giorni sembra che tutti gli italiani siano pronti per partire per le vacanze, per una festa di matrimonio, per un concerto da vivo.

Ma ci sarà qualche disgraziato come me che ha problemi, diciamo, più terra terra?

Per esempio: da oggi basta mascherine perché il virus è clinicamente morto una seconda volta, non abbiamo più i numeri di qualche mese fa come infetti e morti, gli ospedali non sono più sotto pressione. Eppure se dovete prenotare una visita, si deve aspettare mesi.

Non solo: con in mano una ricetta con urgenza a 10 giorni, dal sito per le prenotazioni di regione Lombardia non si trova un posto, ma se chiami uno degli ospedali convenzionati, se ti prenoti da privato il posto lo trovi. 

Il ritorno alla normalità, il boom di cui si sente parlare sui giornali, è questo?

La fine del cashback (viva il nero), lo sblocco dei licenziamenti (vita il lavoro a cottimo, a tempo, precario, poco pagato), lo sblocco dei subappalti nei contratti per tutti gli appalti che partiranno col pnrr, la sanità regionale che rimane in forma ospedalo-centrica, in mano a manager che rispondono ai partiti.

Se questo è il futuro sarà un bel salto nel passato.

PS: quanto è durata l'indignazione per la morte di Luana, stritolata dentro una macchina che non era in sicurezza?

E per la strage sulla funivia del Mottarone?

O anche per l'aggressione ai sindacalisti del Si Cobas, per il sindacalista finito sotto le ruore del camion che aveva forzato il picchetto?

Foto di AD_Images da Pixabay 




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