Sotto processo a Genova, a porte chiuse e con rito abbreviato, alcune delle persone che allora erano ai vertici della polizia per una vicenda legata alla sanguinosa irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001. La polizia entrò nella scuola, concessa dal comune al Genoa Social Forum, picchiò a sangue tutti quelli che si trovavano all’interno e li arrestò.
Inoltre, ufficialmente per errore, entrò anche nella vicina scuola Pascoli per sequestrare computer e materiali. La motivazione del raid fu che alcuni manifestanti vestiti di nero avevano assalito una macchina della polizia nelle vicinanze della scuola poche ore prima. Ma questa versione è cambiata diverse volte nelle dichiarazioni dei poliziotti e non si è mai trovata alcuna conferma.
L’appiglio legale per entrare nella scuola senza alcun mandato di cattura fu che la polizia sospettava che vi fossero conservate armi. In seguito all’irruzione la polizia mostrò coltelli e bottiglie molotov che sosteneva di aver sequestrato dentro la Diaz, ma poi si scoprì che questi oggetti li avevano portati loro.
Intanto diverse persone che si trovavano nella scuola, molti di loro giornalisti stranieri, riportarono
gravissime lesioni per il pestaggio della polizia ma furono ben presto rilasciate perché non si trovò nessun reato da addebitargli. L’ex capo della Polizia del periodo, ora direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza
Gianni de Gennaro, per cui il pubblico ministero ha chiesto
due anni di reclusione, e l’ex capo della Digos di Genova
Spartaco Mortola, oggi questore vicario di Torino, per cui l’accusa chiede
1 anno e 4 mesi di carcere, avrebbero indotto l’ex questore di Genova Francesco Colucci a
mentire ai magistrati in merito all’irruzione. Il pm ha letto in aula le
intercettazioni che dimostrerebbero la colpevolezza di De Gennaro e Mortola. La sentenza è prevista per settembre.
Colucci quando venne interrogato per la prima volta dichiarò che De Gennaro e Mortola erano a conoscenza delle violenza, poi, dopo una telefonata dei vertici, nel dibattimento dichiarò che De Gennaro non sapeva nulla. De Gennaro e Mortola respingono gli addebiti e hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, mentre Colucci ha preferito optare per quello ordinario.
Ci sono alcune
cose da notare in tutto questo. La prima è che la scoperta di un comportamento come minimo non del tutto esemplare da parte dei massimi vertici della polizia è stato possibile grazie alle
intercettazioni, quelle che con la nuova legge sarebbe molto difficile
fare e che comunque i giornali non potrebbero
pubblicare.
La seconda è che i poliziotti, gli ufficiali e i capi coinvolti nei fatti del G8
sono davvero molti e la maggior parte di loro se
l’è cavata con ben poco o addirittura ha fatto carriera. De Gennaro è stato
persino commissario staordinario per i rifiuti in Campania, nominato dal
governo Prodi. Sui fatti della scuola Diaz in pratica solo i poliziotti semplici e i primi livelli di comando sono stati puniti, mentre i vertici
sono stati tutti assolti. Anche per le
violenze commesse a Bolzaneto contro i manifestanti arrestati nel corso del G8 le pene sono state molto miti, le assoluzioni tante e non è stato possibile contestare agli imputati il reato di tortura perché l’Italia non lo ha
mai inserito nel codice penale, nonostante la firma del nostro paese sotto l’apposita convenzione internazionale.
La politica, una volta lo ha detto persino Veltroni, ha chiesto più volte
una commissione d’inchiesta in merito a quanto accaduto, ma poi, per un motivo o per l’altro, non se ne è mai fatto niente. La prima commissione d’inchiesta, creata dal governo Berlusconi nel 2001, era stata giudicata del tutto insufficiente da
Amnesty International. Il governo Prodi del 2006
l’aveva nel programma ma la commissione
non è mai partita; grazie ai distinguo di Di Pietro e all’opposizione di Mastella. Nel frattempo i vertici della polizia che hanno gestito in
maniera così esemplare l’ordine pubblico nel 2001, con pestaggi indiscriminati contro manifestanti pacifici e inermi e nessun vero black block che sia mai stato arrestato, sono ancora
ben inseriti nelle forze dell’ordine. E la persona che ha la
principale responsabilità politica di quello che è accaduto allora, oggi
governa di nuovo.