venerdì 3 gennaio - Stranieriincampania

I titolari di protezione umanitaria potranno restare nei Siproimi fino al 30 giugno

Dopo le proteste suscitate dalla nota diramata del servizio centrale del SIPROIMI (n. 24786/ 19 dicembre 2019) che imponeva la cessazione delle misure di accoglienza ai titolari di protezione umanitaria a partire dal 31 dicembre 2019, il Ministero degli Interni ha comunicato che queste proseguiranno all’interno della rete SIPROIMI, almeno fino al prossimo 30 giugno 2020.

La determina ha individuato risorse per 8.296.880 euro provenienti dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) e dall’Unione Europea, che verranno utilizzate per realizzare un progetto di “Accompagnamento all’autonomia e all’inclusione dei titolari di protezione umanitaria”. I fondi verranno assegnati agli enti locali con lo specifico obiettivo di incentivare inserimento lavorativo, sociale e accompagnamento all’autonomia dei migranti, consolidando i percorsi già avviati all’interno degli SPRAR/SIPROIMI. La determina ministeriale individua in oltre 4.000 unità la platea dei beneficiari che verranno coinvolti in questo nuovo progetto.

Tra gli obiettivi operativi individuati dal Ministero dell’Interno c’è il rafforzamento dell’inserimento socio-economico dei beneficiari, soprattutto quelli in situazioni di vulnerabilità sociale e sanitaria, e l’accompagnamento nelle procedure di conversione dei permessi per protezione umanitaria in nuovi titoli di soggiorno rientranti nelle nuove regole dei SIPROIMI.

Importante anche l’ultimo obiettivo individuato dal Ministero, ovvero “Prevenire il rischio di una emergenza sociale sul territorio a causa della cessazione delle misure di presa in carico sia delle persone ancora accolte che di quelle portatrici di specifiche vulnerabilità”. Il Viminale accoglie quindi le grida di allarme di organizzazioni e operatori dell’accoglienza, che ponevano l’accento sui rischi di una interruzione improvvisa dei servizi dedicati per i quasi 1.400 titolari di protezione umanitaria.

Non si fermano, nel contempo, le numerose richieste e manifestazioni pubbliche per l’abolizione dei due Decreti Sicurezza, che tanto hanno inciso sulle politiche migratorie e di accoglienza nel nostro Paese. Sul punto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, è intervento durante la tradizionale Conferenza stampa di fine anno annunciando che i due provvedimenti, voluti dall’ex Ministro Matteo Salvini e approvati dal precedente governo Lega-Movimento 5 Stelle, saranno al centro di una riflessione dell’attuale maggioranza di governo “Tra i punti di questo esecutivo c’è anche intervenire sui decreti sicurezza – ha detto Conte – Quei decreti contengono un contenuto normativo molto utile che va preservato. Ribadire una sovranità marittima è sacrosanto così come contrastare l’immigrazione clandestina. Uno Stato sovrano decide chi entra”.




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