I teorici del Restauro - Parte quarta - Roberto Pane
Dato che il restauro è una scienza “moderna” non si hanno fonti precise che individuino singoli operatori di tale materia nel passato, si partirà dunque dai capostipiti che hanno lasciato un segno significativo e tangibile dei lori studi.

Parte quarta - ROBERTO PANE (Restauro critico)
Note biografiche
Roberto Pane nacque a Taranto il 21 novembre 1897; giovanissimo, si trasferì a Napoli con la famiglia e frequentò lo studio dello scultore Vincenzo Gemito, nel contempo, perfezionò tali studi con il diploma presso il liceo Genovesi e nel 1922 con la laurea in architettura, una delle prime in Italia, presso la Scuola Superiore di Architettura di Roma fondata, pochi anni prima, da Gustavo Giovannoni il quale lo volle accanto nella Commissione per il piano regolatore di Napoli del 1926-27. Negli anni successivi cominciò a lavorare alla Soprintendenza alle Antichità della Campania divenendo un collaboratore di Amedeo Maiuri.
Intorno al 1930 venne costituita la Scuola di Architettura di Napoli dove Pane insegnò diverse discipline; tra il 1920 e 1940 realizzò alcune opere architettoniche come la Galleria Vittoria e la facciata dell’Istituto di Scienze Economiche e Commerciali e il Padiglione della Civiltà Cristiana in Africa alla Mostra d’Oltremare; fu in queste opere che si notò subito la volontà del Pane di porre l’accento sull’importanza di creare un’armonia tra architettura e paesaggio.
Negli anni della seconda guerra mondiale conobbe e divenne amico di grandi intellettuali come Bernard Berenson e Benedetto Croce del quale frequentò anche la casa e più tardi, nel ’61, assunse la direzione della terza serie del prestigioso periodico ‘Napoli nobilissima’ fondato appunto da Croce.
Solo negli anni cinquanta, Pane si avvicinò al restauro come insegnante del corso di restauro dei monumenti presso l’Università di Architettura di Napoli dove era già dal ’42 ordinario di Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti. Questo percorso lo portò a fondare nel 1969 la Scuola di Perfezionamento in restauro dei Monumenti, tutt’oggi attiva col nome di Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio.
Roberto Pane è considerato il fondatore del pensiero del restauro critico, assieme a Renato Bonelli e Cesare Brandi. Uno dei principi fondamentali di tale pensiero era quello di far capire l’importanza dell’armonia che esiste tra architettura e paesaggio (un esempio è il Piano Territoriale Paesistico della penisola sorrentino-amalfitana) per il quale Pane si batteva sostenendo fortemente ogni disputa culturale in ambito architettonico, urbanistico e ambientale fino alla fine.
Si spense nel 1987.
Tra le sue più importanti opere, si ricordano i volumi su:
1961 - ‘Andrea Palladio’
1964 - ‘Antoni Gaudì’
1975/77 - ‘Il Rinascimento nell’Italia Meridionale’
