giovedì 4 settembre 2025 - Mario Barbato

I guai giudiziari di Emilio Fede. Uno dei peggiori giornalisti italiani

Emilio Fede non può essere annoverato tra i grandi del giornalismo italiano. Non solo perché si è venduto anima e corpo al suo padrone Silvio Berlusconi, diventando il suo alter ego mediatico, ma perché nel corso della sua vita è stato sommerso di grane giudiziarie, subendo l’umiliazione di chi, mentre i processi giudiziari li raccontava nei suoi servizi giornalistici, nello stesso tempo li subiva di persona. 

La vicenda più nota riguarda lo scandalo che nel 2010 lo vide finire sul banco degli imputati per sfruttamento della prostituzione. Le indagini avevano accertato che nella villa di Berlusconi si tenevano festini con ragazze reclutate per l’occasione soprattutto nel mondo dello spettacolo. Ragazze poco più che maggiorenni e qualcuna anche minorenne, come Karima El Mahroug, detta Ruby, che in cambio di denaro, regali e altri vantaggi allietavano le serate e le nottate di Silvio Berlusconi.

In quella vicenda, Emilio Fede non era una comparsa, ma era l’attore principale. Era uno dei reclutatori di bambole da destinare ad Arcore. Il giornalista più chiacchierato d’Italia per aver trasformato il Tg4 in una sorta di Cine Luce berlusconiano venne condannato in primo grado a sette anni di reclusione, poi ridotti in Cassazione a quattro anni, ma in carcere non passò nemmeno un giorno. Come se non bastasse, fu condannato a risarcire con venticinquemila euro Ambra Battilana, ex Miss Piemonte, che con la scusa di un provino televisivo fu condotta da Emilio Fede nella villa di Arcore per appagare i vizi e i capricci carnali del padrone di casa: Silvio Berlusconi. 

Ma la storia giudiziaria di Emilio Fede non finisce qui. Nel 2017 fu condannato a tre anni e mezzo di carcere per concorso in bancarotta nell'ambito della vicenda legata al fallimento della società di Lele Mora, uno dei talent scout che pure riforniva di olgettine le camere da letto del Cavaliere di Arcore. Secondo le accuse, Mora aveva dirottato verso Fede il denaro-un milione e mezzo- che Berlusconi aveva stanziato per salvare la società di Mora. In quell’occasione, Emilio Fede fu condannato a tre anni e mezzo per concorso in bancarotta fraudolenta, ma la Corte di Appello di Milano annullò la sentenza ritenendo che i soldi ricevuti fossero solo un compenso dovuto per aver svolto il ruolo di mediatore tra Silvio Berlusconi e Lele Mora. 

L’ultima batosta arrivò nel 2021, quando il Tribunale di Milano lo condannò a due anni di reclusione per aver commissionato e fatto circolare delle fotografie ritoccate a contenuto sessuale per ricattare i dirigenti di Mediaset dopo il suo licenziamento avvenuto nel 2012. Secondo l’accusa, l’ex direttore del Tg4 aveva creato e usato quelle foto come arma di ricatto ed estorsione, in modo tale da ottenere una buonuscita da quasi un milione di euro. Insomma, non proprio un modello di giornalista da seguire per quei giovani che aspirano a esercitare uno delle professioni più nobili del mondo. 




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