lunedì 12 giugno 2023 - Giovanni Pulvino

I disastri del populismo berlusconiano

Con la scomparsa di Silvio Berlusconi finisce un’epoca o il berlusconismo troverà degli eredi? 

Alla fine degli anni Ottanta i partiti da strumenti di mediazione si sono trasformati in mezzi per favorire la carriera dei singoli leader politici. Ed è questo, probabilmente, il disastro più evidente causato dal berlusconismo. La caduta del muro di Berlino, tangentopoli e la grave crisi economica di inizio anni Novanta sono stati i presupposti per la fine del cosiddetto ‘partitismo’. La degenerazione del sistema politico e la corruzione dilagante hanno favorito l’affermazione del populismo. 
 
Il primo ad approfittare di questo cambiamento è stato Silvio Berlusconi. Il suo impero economico si è consolidato con le televisioni commerciali. Da costruttore edile a venditore di pubblicità il passaggio non era scontato. Senza considerare il fatto che i suoi finanziatori in parte sono rimasti sconosciuti, ma questa è un’altra storia.
 
La cosiddetta ‘discesa in campo’, avvenuta il 6 gennaio del 1994, è servita a riempire il vuoto lasciato dai partiti di Destra della ‘Prima Repubblica’. Da quel momento la politica è diventata un prodotto da vendere e l’imprenditore di successo il leader in grado di affrontare e risolvere i problemi dei cittadini. ‘Ghe penso mi’L’uomo della ‘provvidenza’ che pur di conquistare e mantenere il potere promette di tutto e di più. Chi non ricorda l’impegno a creare un milione di posti di lavoro, il taglio delle tasse o la costruzione del ponte sullo stretto di Messina? Con il populismo non contano più gli ideali ed i programmi, ma il carisma dei leader. Del resto in Italia il terreno era ed è fertile: la maggior parte degli italiani tende spesso a delegare ad altri le proprie responsabilità.
 
Il fenomeno ora sta continuando con Matteo Renzi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il loro riferimento è il popolo. Le mediazioni sono inutili e fanno perdere tempo. Ci vuole un uomo solo al comando o quasi.
 
E non importa se crescono le ingiustizie e le disuguaglianze e se tutto avviene a debito, scaricando cioè gli oneri sulle generazioni future o su altri.
Al domani, quando i problemi verranno al pettine, penseranno i soliti fessi.
 
Foto da it.wikipedia.org: Silvio Berlusconi al Mediolanum Forum,
 giugno del 1995 
 



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