I "NO" che cambiano il corso della storia
5 agosto 1981: in Italia venne abolito il matrimonio riparatore, che annullava gli effetti penali di uno stupro, qualora la vittima avesse accettato di sposare il suo aggressore. Ma solo nel 1996 si arrivò a riconoscere legalmente lo stupro come un reato contro la persona, e non contro la morale, e sanzionato in maniera più grave. Si arrivò a tutto ciò grazie ad un "NO!", uno di quelli che hanno la forza di deviare il corso degli eventi, di cambiare la storia di un intero Paese.
La Sicilia degli anni '60 era una terra di profonde tradizioni, e la famiglia era il centro della vita sociale. Fondamentale e dominante era il codice di onore familiare, legato alla reputazione pubblica. L'autorità spettava ai componenti più anziani ed in particolare al padre, considerato il capofamiglia. Le donne erano in una condizione di subalternità giuridica e sociale ed erano particolarmente controllate. Ogni offesa all'onore familiare richiedeva una riparazione, fino ad arrivare a conseguenze drammatiche come il delitto d'onore (abrogato nel 1981).
Il "NO" che ha contribuito ad implementare un cambiamento, è stato quello di Franca Viola, una ragazza siciliana che nel 1965 si oppose al matrimonio riparatore dopo essere stata rapita e violentata da Filippo Melodia. Aveva quindici anni quando, in accordo con la famiglia, si fidanzò col Melodia. Il ragazzo era nipote del boss mafioso Vincenzo Rimi, e dopo l'arresto per furto e l'appartenenza ad una banda mafiosa, il padre di Franca decise di far rompere il fidanzamento. Da quel momento la famiglia Viola subì ogni tipo di minaccia, il vigneto distrutto ed il loro casolare bruciato. Il 26 dicembre 1965, quando aveva quasi 18 anni, Franca venne rapita da Filippo Melodia, con l'aiuto di dodici amici, con i quali ha distrutto la casa della ragazza. La madre, nel tentativo di difenderla, fu aggredita. Franca Viola è stata violentata, percossa e tenuta segregata per otto giorni.
"Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l'onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce".
La coraggiosa decisione di Franca di rifiutare le nozze, andando contro le consuetudini dell'epoca, la rese un simbolo di libertà e dignità femminile. Insieme al padre, organizzò una trappola che portò all'arresto di Melodia e dei suoi complici. Gli avvenimenti scatenarono un dibattito nazionale che influenzò la legislazione italiana fino all'abrogazione del reato d'onore e all'abolizione del matrimonio riparatore.
L'articolo 544 del Codice penale che prevedeva il matrimonio riparatore, venne abrogato con la legge 442, promulgata il 5 agosto 1981, sedici anni dopo il rapimento di Franca Viola.
