mercoledì 13 ottobre - Attilio Runello

Gli obbiettivi del governo Draghi

Come ha dichiarato il presidente del Consiglio in Slovenia durante il vertice Ue e sei paesi dei Balcani che hanno chiesto l'adesione l'agenda del governo non è rappresentata dalle tornate elettorali ma da quanto ci chiede in modo pressante l'Unione europea anche per metterci a disposizione i capitali promessi.

In realtà l'Unione negli anni di raccomandazioni ne ha fatte molte. In primo luogo la necessità di ridurre il debito pubblico, che in questo momento non appare prioritario.

E' prioritario invece far riprendere l'economia in una era post Covid puntando sulla digitalizzazione e la decarbonizzazione.

In particolare per l'Italia esistono quattro fattori che ritardano la crescita.

La lentezza della giustizia in ambito di diritto civile.

La burocrazia che rallenta le iniziative e scoraggia gli investitori esteri.

Il gap fra Italia centro settentrionale e meridionale.

L'eccessivo carico fiscale sul lavoro.

A questo si aggiunge la riforma del catasto e delle condizioni più favorevoli per il lavoro femminile.

Sarà in grado questo governo che gode di un'ampia maggioranza di realizzare questi obbiettivi?

Non lo sappiamo. Sicuramente ci vogliono provare e possiamo presumere che sarà un governo di legislatura.

A queste priorità ne potremmo aggiungere altre come la lotta alle mafie, il completamento delle opere pubbliche lasciate a metà, l'uso delle concessioni, l'uso delle proprietà sottratte alle mafie, la bassa natalità, la gestione degli emigranti, le baraccopoli, una maggiore sicurezza, ecc. Ma non servono adesso a capire le iniziative di questo governo. 

 

 

 




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