martedì 6 giugno - quartopensiero

Gli aiuti ai migranti: la botte piena e la moglie ubriaca

Dice gli aiuti a casa loro, gli aiuti a casa nostra, gli aiuti in mezzo al mare, ecc. ecc. Ma la questione è un po' più complicata.

Noi vendiamo armamenti a paesi in guerra, come le monarchie del Golfo, che spesso bombardano indiscriminatamente provocando distruzione e migliaia di vittime civili. Allora quelli lasciano casa, cioè le macerie, se non ci sono rimasti sotto, e vengono da noi. Ma l'industria degli armamenti dà lavoro a trentamila persone. Se smettiamo di vendere armi, ci ritroviamo con trentamila disoccupati in più sul groppone. E poi se non le vendiamo noi, le vende qualcun altro (abbiamo visto l'onesto socialista Hollande precipitarsi in Egitto approfittando del caso Regeni). Ne vale la pena? Certo che no! E dunque siamo al punto di partenza.

Le nostre multinazionali sfruttano i giacimenti di petrolio in Africa, quasi sempre pagando politici locali corrotti, i quali a loro volta hanno spesso alle spalle vere e proprie bande criminali, impoverendo, desertificando e ammorbando vasti territori, e siccome la povertà è già dura da sola, figuriamoci se abbinata alla puzza di petrolio, quelli lasciano la terra e il petrolio che non gli frutta niente, e vengono da noi. Ma le multinazionali petrolifere ci assicurano il carburante a prezzi ragionevoli. Ci possiamo permettere di pagare la benzina a 5 euro il litro o di andare tutti in bicicletta? Ci si può immaginare Salvini che fa su e giù per l'Italia, ora che i confini del suo paese si sono allargati dalla valle del Po alle colline di Canicattì, sulle due ruote? Certo che no! E siamo ancora al punto di partenza.

Le nostre multinazionali alimentari comprano immensi appezzamenti di terra, che quindi i contadini locali non possono più coltivare, e siccome è molto difficile vivere d'aria, i contadini che ormai non sono più contadini lasciano tutto, cioè lasciano niente, e vengono da noi. Ma le multinazionali occupano da noi migliaia di persone. Ci possiamo permettere questi altri disoccupati, quando poi se le nostre multinazionali se ne vanno, ne arrivano altre dalla Cina o da chi sa diavolo dove? Certo che no! E torniamo al punto di partenza.

Le nostre navi iperattrezzate vanno a saccheggiare le risorse ittiche lungo le coste africane lasciando con un palmo di naso i pescatori locali che aspettano i pesci più a riva con le loro barchette. E quindi i pescatori, che come i contadini non sono più pescatori, lasciano le barche inutili e vengono da noi. Ma quelle navi ci riforniscono di pesce che da noi comincia a scarseggiare. Possiamo tenerle ferme nei nostri porti? possiamo mangiare carne tutti i giorni col rischio di avere il colesterolo a mille? Direi proprio di no. Quindi siamo sempre lì.

I nostri Paesi scaricano tonnellate di rifiuti industriali in Africa, trasformando periferie urbane in enormi discariche. Ora, non tutti riescono a vivere serenamente sommersi di spazzatura, quindi lasciano casa, cioè la discarica, e vengono da noi. Ma se non li mandiamo in Africa, dove mettiamo tutti questi rifiuti? già fatichiamo a smaltire i rifiuti urbani, figuriamoci tutti gli altri. E siamo sempre al punto di partenza.

Dice gli aiuti a casa loro, gli aiuti a casa nostra, gli aiuti in mezzo al mare, ecc. ecc., ma alla fine la questione è fondamentalmente una soltanto: è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca?

 

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