giovedì 12 novembre - paolodegregorio

Gli "STATI GENERALI"

Erano organismi, di origine feudale, di rappresentanza dei ceti sociali (clero, nobiltà, terzo stato) nello Stato francese prima della rivoluzione del 1789 e superati da questa nella forma di Assemblea Nazionale. 

Evocare un organismo politico e una rivoluzione che, dopo pochi anni, generò Napoleone e i suoi deliri imperiali non mi sembra una idea brillante. Mi sembra più adatta l’idea di cambiare lo Statuto del Movimento 5 stelle introducendo la regola che nelle 20 Regioni italiane gli iscritti abbiano il potere di eleggere un rappresentante (non parlamentare) che vada a costituire una segreteria collegiale di 20 membri, che possa assicurare una costante presenza dei territori, capace di dialogare con i parlamentari eletti, senza più ricorrere a figure superate come il “capo politico” che evoca la necessità di figure carismatiche, che spesso si trasformano in piccoli dittatori inamovibili. Senza questa regola il Movimento si trasformerà presto in un partito come gli altri e la sua forza attrattiva, soprattutto per i giovani, si spegnerà rapidamente. Gli Stati generali evocano un passato di vittorie e di storici fallimenti. Per essere nella Storia moderna bisogna semplicemente fare ciò che nessun partito politico fa: far decidere i propri iscritti.

Paolo De Gregorio

Foto: Wikimedia




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