giovedì 26 maggio - Mario Barbato

Giorgia Meloni, l’estremista che ignora il pericolo di un ritorno del fascismo

Giorgia Meloni non riesce ad afferrare un concetto banale: lei non si sente fascista, perché dice di non essere nemmeno nata quanto in Italia il Duce marciava su Roma. Vero. Ma l'essere fascisti oggi non vuol dire necessariamente appartenete alle camice nere del ventennio mussoliniano. E' sufficiente coltivare e, soprattutto, seguire le ideologie che ispirarono il fascismo.

Lo sanno tutti che Giorgia Meloni ha ereditato un partito nato dalle ceneri del Movimento Socialista Italiano di Giorgio Almirante, fascista dichiarato, che fino ai giorni di La Russa faceva ancora il saluto romano. Naturalmente lei cercherà sempre di depistare le accuse che le piovono contro, elevandosi a “mamma”, “donna” e “cristiana” per accattivarsi le simpatie popolari.

Meloni si è sempre fatta passare per democratica, ma non ha mai smesso di strizzare l’occhio alle frange più estreme della destra, come Casapound e Forza Nuova. Ha negato con forza le inchieste di Fanpage che hanno accertato infiltrazioni neofasciste nel suo partito. E chissà a chi è venuto in mente di sfondare il portone della Cgil durante le violenze di Roma dell'anno scorso.

I media, dal canto loro, assecondano la sua strategia comunicativa, facendola passare per una sovranista scanzonata. Pazienza poi se porta avanti posizioni nazionaliste, dicendo di voler uscire dall’Europa e auspicando l’espulsione di immigrati e musulmani per salvaguardare la "pura razza italiana", perché la storia non insegna mai nulla e ogni tanto fa tornare gli spettri del passato.

Appare chiaro che Meloni non ha capito la situazione. Si dichiara vittima di complotti orchestrati da chissà quali poteri forti; vede complotti anche laddove c'è una volontà arcigna di non ricacciare indietro i fantasmi del passato. "Non ero nata, che c’entro col fascismo?", dice lei. È una risposta sciocca, che ignora che la Storia è continuo apporto tra passato e presente.

Giorgia Meloni non ce la fa proprio a impersonare una destra moderna. E se vanta tanti consensi in Italia, non è per quello che ha fatto, ma per quello che gli italiani sperano che faccia. Il che vuol dire sperare che piova nel deserto durante una giornata di piena estate, perché Fratelli d'Italia, come tutti i partiti, non ha nessuna ricetta magica per risollevare le sorti del Paese. 

La leader di Fratelli d'Italia, con un passato da camieriera, se andasse al governo farebbe molti pasticci. Ma non è questo il punto. Il punto è che lei crede che i brutti “sogni neri“ siano finiti e che in Italia non esista un problema storico chiamato fascismo. Si potrebbe allora commettere l'errore di considerare i Fratelli d'Italia come dei reazionari innocui. Ma guarda caso questo fu lo stesso errore che gli italiani fecero con Mussolini. E sappiamo al fine che abbiamo fatto.

 

 




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