martedì 3 novembre - Anna Maria Iozzi

Gigi Proietti: Addio al Mattatore e al Genio più grande di tutti i tempi

Ci sono angoli del cuore che, appena sentono una notizia triste, non sanno come avvolgersi in una stretta confortante, segno dell’attualità che stiamo vivendo. Oggi, più che mai, i nostri sentimenti si commisurano alla voglia di essere partecipi e consapevoli di una realtà difficile.

Questo non ci impedisce di dire addio a Gigi Proietti, un indiscusso Fuoriclasse, Maestro e Genio della nostra tv, uno di quelli che si incontrano una sola volta nella vita. Un regalo da ammirare in tutte le sue più autentiche sfaccettature. Un attore versatile che, grazie alla sua dote umoristica, è riuscito a infondere a tutti noi degli attimi di spensieratezza. Proietti è stato uno degli ultimi attori della vecchia scuola di un cinema che, da tempo, è decaduto rovinosamente. Un Professore dell'Arte, con la A maiuscola.

Tutte queste parole sono sprecate, perché non basterebbe una vita intera per elogiare la sua innata capacità di valorizzazione che lui è riuscito a infondere con la compostezza di chi fa dell’Arte la sua ragione di vita. Ha nobilitato la nostra Commedia, oggi più che mai, ad una forma di decadimento attuale, segno di come la comicità non sia più genuina e verace come un tempo.

La grandezza smisurata di un attore si delinea con l’indiscussa capacità di adattarsi all’evoluzione che il cinema e il teatro si apprestano ad apportare quotidianamente. Non ha mai messo in discussione i veri valori e i principi fondanti della sua Arte, una di quelle che, grazie all’autentica capacità narrativa da vero attore e professionista qual era, ha saputo dare. Un falegname della Commedia dell’Arte per eccellenza che, con la sua imponente e Presenza Scenica, è riuscito a sfornare la straordinaria forma di valorizzazione culturale di tutti i tempi. Attore, doppiatore, narratore. Un curriculum all’altezza della sua più profonda umanità di Persona e Professionista.

Da un personaggio come Proietti, non possiamo far altro che apprendere. Di questo, gli sono grati gli allievi che lui ha formato nella sua Accademia, un’altra invenzione di successo che corrobora ancora di più la capacità di vedere lontano in tempi, in cui, nell’attualità, per estorcere un sorriso, si devono sfoggiare lustrini e paillettes.

Il fatto che, uno come lui, quando faceva il suo ingresso nei teatri e nelle case degli italiani, con compostezza, ti faceva capire quanto fosse importante l’intelligenza di sfruttare la dote innata della battuta e consapevole del far ridere, con la semplicità e l’umiltà di chi si è sempre distinto con grande senso del dovere e che non ha mai lesinato i ruoli che gli venivano proposti.

È riuscito ad incentivare l’evoluzione artistica della commedia all’italiana, quella di vecchio stampo. Il Maestro ha concorso alla nobilitazione di chi, per intrattenere il pubblico, ha bisogno di un canovaccio ben impostato, di mezzi di trasporto non indifferenti, come l’arte di non sapersi prendere troppo sul serio. Il suo sguardo, tra il serio e il faceto, faceva indurre in tentazione chi cercava una distensione psicologica alle innumerevoli paturnie della vita.

Quanti personaggi, quante battute ha sfornato nella sua straordinaria carriera. Gigi aveva quella dose geniale di umorismo, unica, di impronta marcatamente sanguigna e verace, una di quelle che si conquistano con la fatica e l'impegno di chi decide di fare del cinema e del teatro la sua ragione di vita. Ha respirato e vissuto l'aria del palcoscenico, portando il teatro al centro del suo massimo splendore, da direttore e da interprete.

Proietti apparteneva alla cultura del saper fare quella comicità nel rispetto dei canoni tipici di vecchio stampo. Non ha mai deluso le aspettative di chi l’ha conosciuto. La sua maestosità artistica, che ha avuto modo di dimostrare nei suoi progetti televisivi e cinematografici, è la ricercatezza dei minimi particolari, di quei dettagli che rendevano uniche le sue performance.

Con il tempo, la sua presenza in tv, oltre ai film cult come “Febbre da cavallo – La mandrakata”, al fianco di Enrico Montesano, e nei programmi di varietà come “Fantastico”, “Io a modo mio” e tanti altri, si è ridotta nelle fiction di successo come “Il Maresciallo Rocca”, “L’avvocato Porta”, “Una pallottola nel cuore”, nel ruolo del giornalista detective, Bruno Palmieri, “Preferisco il paradiso”, dove interpretava il ruolo di San Filippo Neri, “Il signore della truffa”. Ha preso parte a “Tale e Quale Show” nel 2015 nel ruolo di giudice. Ha partecipato ad “Ulisse – Il piacere della scoperta” e “Meraviglia – La penisola dei tesori”, in qualità di narratore.

Uno degli ultimi spettacoli televisivi è stato “Cavalli di battaglia” andato in onda nel 2017 su Rai 1, dove ha riproposto i suoi pezzi forti da avanspettacolo e da guitto di scena. Regista di opere liriche, attore teatrale, animatore, doppiatore, regista, partecipe a spot pubblicitari, televisione, cinema, autore di libri autobiografici. Nulla da aggiungere.

Se un artista dello spessore elevato come Proietti arriva al punto da essere elogiato per quello che ha prodotto nella sua vastissima carriera, è sinonimo di appartenenza a quella forma di comicità unica e genuina, una di quelle che non ha bisogno di presentazioni. Che la sua verve fosse contagiosa non c’era bisogno di dirlo. Ne dava dimostrazione, con il talento di chi fa maturare la ragione e la coscienza di vivere e di saper convivere con un mestiere difficile come quello dello spettacolo.

Dietro alle apparenti incursioni ilari di un personaggio, si nascondono piccoli o grandi drammi, e il fatto che lui soffrisse da tempo di cuore, con un riserbo da parte della famiglia, ci fa capire ancora di più quanto fosse grande nella sua forma di umanità. Si è sempre concesso nelle apparizioni e nelle interviste. Non ha mai dato dimostrazione della sua sofferenza interiore.

Non sarà mai abbastanza dire quanto la sua imponente Maestria fosse così gradita al punto da far giungere il cordoglio del Quirinale, delle forze politiche e, in particolare, dall’Arma dei Carabinieri che lui ha onorato nella fiction “Il Maresciallo Rocca”, con questo messaggio toccante: “Hai saputo farci sorridere con tanti personaggi e mille sguardi, espressioni, barzellette. Noi vogliamo continuare a ricordarti così, col volto del Maresciallo Rocca, che hai interpretato con umanità, passione e la giusta dose di ironia”.

Se questo non è stato un grande, non so che cosa si debba esprimere più di quello che è già stato ampiamente detto. Parla il suo nome, i suoi anni di carriera, messi al servizio della gente. Chi fa ridere, non lo sa, ha un immenso potere tra le mani. Oggi più che mai, in una realtà avvolta dalle incertezze, avremmo bisogno di una parola di conforto, una di quelle che solo uno come lui poteva dare.

Tanti sono i ricordi legati a un Attore e ai personaggi che sono entrati nel nostro immaginario collettivo e, che, proprio nel suo ottantesimo compleanno, ci ha voluto salutare alla sua maniera in una fredda mattina di novembre. Stavolta, non è una mandrakata. 

Ciao, Gigi!




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