lunedì 10 dicembre 2012 - Alessandro Cartosio

Ghora - Tra Natura umana e possessione divina. Un documentario che sta per nascere

L'india non è un luogo molto frequentato dalla cinematografia italiana, troppo in crisi economicamente e culturalmente per spingersi cosi lontano. Il mondo e la cultura indiana arrivano sugli schermi (cine-televisivi) italiani troppo spesso solo attraverso reportage folkloristici o in stile rivista di viaggi e turismo.

I lavori filmici più interessanti si nascondono invece nei festival cinematografici, ma la loro esistenza coincide col tempo stesso della loro visione: una volta finito il film si ha la consapevolezza che difficilmente lo si potrà rivedere altrove. Eppure in passato un signore che si chiamava Roberto Rossellini realizzò un film-capolavoro, "India" per l'appunto, nel 1958.

Qualche anno più tardi, nel 1968, un altro signore, un certo Pier Paolo Pasolini, realizzò un altro piccolo gioiello visivo a cavallo tra documentario e diario di viaggio: "Appunti per un film sull' india", bello quanto -purtroppo- sconosciuto. Il cinema italiano di oggi, troppo impegnato a produrre cine-panettoni, e la televisione, contenitore di immondizie generaliste, non osano neanche cercare di avere un minimo di attenzione verso paesi al di fuori dai confini nazionali.

Qualcuno però, ostinatamente prova a fare ancora della cultura spingendosi fuori dallo stivale. È il caso degli autori del progetto "Ghora - tra natura umana e possessione divina" che stanno cercando di produrre il loro documentario attraverso la piattaforma partecipativa "Produzioni dal basso". Alessandro Cartosio, regista e documentarista e Irene Majo Garigliano, antropologa ricercatrice, vogliono raccontare un luogo poco esplorato dalle videocamere occidentali: l'Assam (nord est dell'India).  

Il loro film racconterà le vite di due Ghora (uomini posseduti) che durante tutto l'anno hanno una vita regolata da normali faccende: lavoro, famiglia, casa. Ma ogni anno, in agosto, per 3 giorni sono venerati come vere divinità. Questo avviene durante una festa chiamata deodhani dance. Il documentario sarà una sorta di ricerca antropologica per raccontare l'india moderna tra sacro e profano. Per chi fosse interessato a sapere di più sul progetto, e volesse sostenerlo, vi invitiamo a prendere visione del link su "Produzioni dal basso".




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