giovedì 13 gennaio - Pressenza - International Press Agency

Germania, esportazioni di armi a livello record

Da tempo la Germania è uno dei più importanti fornitori di materiale bellico al mondo. Il governo tedesco ama dire che persegue una politica di esportazione di armi “restrittiva”, ma le cifre contraddicono le affermazioni ufficiali. Nel 2021 il volume totale delle esportazioni di armi salirà a un record di 9,04 miliardi di euro. Non c’è spazio per disquisizioni morali.

di Helmut Ortner

Quest’articolo è disponibile anche in: Tedesco

Incontro tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi al Cairo il 2 marzo 2017 (Foto di Presidenza egiziana)

Grazie a un’interrogazione di Sevim Dagdelen del Partito della Sinistra nel Bundestag, durante le vacanze di Natale il Ministero Federale dell’Economia ha riferito che le esportazioni di armi e altri equipaggiamenti militari dal 1° gennaio al 14 dicembre 2021 sono arrivate a quasi 9,043 miliardi di euro.

Con questo il valore totale delle licenze di esportazione nel 2021 sale a un record di 9,04 miliardi di euro. Il precedente picco di permessi di esportazione di armi nel 2019, quando la Germania ha consegnato materiale bellico per 8,015 miliardi di euro in tutto il mondo, è stato superato di almeno un miliardo di euro. Solo negli ultimi nove giorni del suo mandato, l’ex governo federale della CDU/CSU e della SPD ha autorizzato più della metà delle esportazioni, per un valore di quasi cinque miliardi. Un processo tanto insolito quanto esplosivo.

In particolare, le approvazioni per ben 4,339 miliardi di euro di esportazioni verso l’Egitto stanno causando grande indignazione. Il paese che durante la breve primavera araba era riuscito a liberarsi del pluridecennale regime di Mubarak dal colpo di stato militare del 2013 è governato con grande brutalità dal generale al-Sisi. Armi per una dittatura dove la tortura e i prigionieri politici sono all’ordine del giorno.

L’Egitto è anche coinvolto nelle guerre in Yemen e Libia. Tuttavia, l’esportazione delle fregate e dei sistemi di difesa aerea dei produttori di armi Thyssenkrupp Marine Systems e Diehl Defence è stata approvata dal Consiglio Federale di Sicurezza, un comitato di gabinetto che comprendeva sette ministri oltre alla Merkel. Tra questi figura il Ministro delle Finanze, che all’epoca era Olaf Scholz.

L’esperta di politica estera della Sinistra Dagdelen ha criticato aspramente il comportamento dell’attuale cancelliere. “Olaf Scholz si è comportato da canaglia nel governo di transizione e ha dimostrato in modo impressionante quanto sia irrilevante la critica della SPD alle esportazioni di armi, soprattutto dirette a dittature e regimi autoritari”, ha detto all’agenzia Dpa.

L’esperto di politica estera della CDU Roderich Kiesewetter ha invece difeso le approvazioni dell’ultimo minuto. “Le azioni del governo federale provvisorio erano all’interno del quadro giuridico valido. Ecco perché le voci critiche dei Verdi e della Sinistra non sono altro che lacrime di coccodrillo”. Gli interessi della politica di sicurezza della Germania devono essere presi in considerazione nella prossima riforma del controllo delle esportazioni di armi, ha chiesto l’esponente della CDU.

L’industria nazionale bellica, in ogni caso, può essere soddisfatta. I lobbisti hanno fatto bene il loro lavoro. Le produzioni di aziende tedesche come Rheinmetall, Krauss-Maffei Wegmann e Heckler & Koch sono richieste in tutto il mondo. Gli affari vanno a gonfie vele, anche se i beneficiari dei numerosi accordi multimilionari sono – per dirla in modo gentile – regimi autoritari piuttosto antidemocratici, in cui i diritti umani non sono particolarmente rispettati. Non c’è spazio per disquisizioni morali.

Questo dovrebbe cambiare sotto l’attuale governo federale di SPD, Verdi e FDP, che ancora una volta afferma di voler adottare una politica di esportazione di armi “restrittiva”. L’accordo di coalizione stabilisce che le linee guida precedenti devono essere trasformate in legge. L’obiettivo è soprattutto quello di limitare le esportazioni verso paesi al di fuori dell’UE e della NATO.

Il ministro dei Verdi e vice-cancelliere Robert Habeck ha fatto rispondere a Dagdelen dal suo segretario di stato parlamentare e collega di partito Sven Giegold e ha preso le distanze dalle licenze di esportazione del precedente governo Merkel/Scholz. “Si sottolinea che i valori nelle tabelle seguenti sono dovuti a decisioni del governo precedente”, dice la sua lettera. E Giegold fa subito notare per confronto che il nuovo governo ha rilasciato licenze di esportazione di armi per un valore di soli 3.679 euro nei suoi primi giorni di mandato.

Certo, l’anno 2022 è appena iniziato. C’è da temere che anche il governo composto da Socialisti, Liberali e Verdi approverà esportazioni di armi per miliardi “nell’interesse della Germania”. La retorica politica contro la realtà: c’è da temere un altro anno da record. I produttori di armi tedeschi possono essere ottimisti: anche il nuovo anno promette ottimi affari.

Traduzione dal tedesco di Thomas Schmid.

Revisione di Anna Polo




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