martedì 1 settembre - Anna Maria Iozzi

GIFFONI50 - Glen Keane: Kobe Bryant mi ha insegnato ad avere fame di conoscenza

“Over the Moon” è il progetto più bello a cui io abbia mai lavorato. È stato un lavoro d’amore per tre anni, ed è la storia di chi crede nella realizzazione dell’impossibile. È importante essere aperti, restare umili, ascoltare le persone e restare sorpresi”, ha esordito così il premio Oscar Glen Keane in collegamento streaming con Giffoni50 durante l’incontro con i Generator +13.

Una delle firme più prestigiose del cinema d'animazione - 40 anni di carriera come animatore per Walt Disney - regista dell'atteso Over The Moon - Il Fantastico Mondo Di Lunaria, cartoon che arriverà in autunno solo su Netflix, ha raccontato ai giurati la sua lunghissima esperienza in uno dei momenti più commoventi e significativi del Festival e, in pochi minuti memorabili per i ragazzi, ha disegnato in diretta il personaggio della Bestia (della “Bella e la Bestia”), spiegandone la genesi.

Sollecitato dalle numerose domande dei ragazzi, ha affermato: “mi circondo di giovani artisti, perché posso solo imparare da loro” ed è per questo che, per “Over The Moon”, ha scelto di collaborare con Brittany Myers, una giovane artista che lui e i suoi collaboratori hanno trovato sul web. “Over the moon” ruota attorno a Fei Fei, una dodicenne appassionata di scienza che crede fermamente nell'esistenza di Chang'e, dea che secondo una celebre leggenda cinese vive sulla luna in attesa del suo amato. Fei Fei costruisce un razzo per andare sulla luna, perché l’impossibile può diventare possibile.

“Occorre essere aperti e ascoltare i segni del destino” solo così si raggiunge il successo secondo Keane. L’esempio lampante di questa sua dichiarazione è la storia della sua vita: «Mio padre un giorno mi ha detto: “Figlio mio, io sono un cartoonist, ma tu sei un vero artista”. Volevo iscrivermi ad un’accademia d’arte - Cal Arts - la California Institute of the Arts. Siamo partiti insieme dall’Arizona per consegnare di persona il portfolio dei miei lavori all’Istituto, ma quando siamo arrivati la scuola era chiusa e, quindi, mio padre ha fermato uno sconosciuto che aveva l’aria un po’ strana e, nonostante io non fossi d’accordo, lui gli ha lasciato il mio portfolio, chiedendogli di portarlo in segreteria il giorno seguente. Ho visto tutti i miei disegni andare via con lui. Ho aspettato un mese la risposta dalla Cal Arts, poi, finalmente, è arrivata e sono stato preso, ma non nella facoltà in cui volevo iscrivermi, belle arti, ma al corso di animazione. Il ragazzo aveva sbagliato facoltà! Da qui, ho imparato che le cose succedono in modo inaspettato e non come le programmiamo. Il primo giorno di lezione ho visto in aula tutti i tavoli con i fogli bianchi da disegno e ho capito che quella, l’animazione, era la forma d’arte per eccellenza”.

Inevitabile la domanda di uno dei Giffoners sulla collaborazione di Keane con lo scomparso Kobe Bryant. “Kobe era un grande fan dell’animazione, ma noi ci siamo legati grazie a Beethoven. Lui si allenava ascoltando la quinta sinfonia, mentre io disegnavo sulla nona. Kobe aveva fame di conoscenza, amava la musica, parlava tante lingue e leggeva moltissimo”. 

Il Direttore Claudio Gubitosi ha ringraziato sentitamente Keane per aver partecipato a questa edizione così importante e, al suo invito per il prossimo anno, Keane ha risposto: “Spero proprio di poter venire. Giffoni ti lancia in orbita come il razzo di “Over The Moon” e ti fa sognare”. Infine, Keane ha promesso al Direttore un suo disegno per il Museo del Festival.




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