lunedì 27 luglio - UAAR - A ragion veduta

Finanziamenti scuole private: pioggia di milioni da Pd, Lega e Italia Viva

La proverbiale inesistenza del limite al peggio trova conferma quando le forze politiche votano sul finanziamento alle scuole private paritarie. Altri 150 milioni di euro lasciano infatti le casse pubbliche per approdare a quelle delle scuole non pubbliche. Il demerito questa volta va all’inedita alleanza Lega, Partito democratico e Italia viva.

Uno stanziamento straordinario di 150 milioni era già stato concesso dalla maggioranza di governo solamente un mese e mezzo fa, cedendo alle pressioni dei vescovi e della nutrita schiera di organizzazioni cattoliche che controllano il mondo delle scuole paritarie private. Le principali sigle sono Usmi, Cism, Agidae, Fidae, Fism e Cdo; corrispondono a istituti religiosi maschili e femminili (dove gli studenti sono separati per genere), a istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica, a federazioni di scuole cattoliche, a organismi istituiti e controllati dalla Cei dedicati alle scuole materne e, per finire, alle scuole della Compagnia delle opere di Comunione e liberazione.
Queste scuole private religiose finanziate dello stato avevano messo in campo una curiosa forma di lotta il 19 e 20 maggio scorsi: due giornate in cui al posto delle lezioni l’istituto si adoperava per fare propaganda per ricevere finanziamenti pubblici. È a questa inopportuna protesta che la maggioranza di governo aveva risposto erogando 150 milioni di euro, il 10% del finanziamento destinato a tutte le scuole pubbliche nel Decreto rilancio.

Ma, come anticipato, non c’è limite al peggio. È spuntato un emendamento della Lega in commissione bilancio alla Camera e, per sordido miracolo, sono arrivati i voti del Partito democratico e di Italia viva. Il finanziamento ha fatto il bis, i milioni sono diventati 300. Il rischio di lacerare la maggioranza non ha sfiorato gli alleati di governo del M5s, i cui parlamentari stavolta hanno votato contro riconoscendo l’ovvio, ossia che in questa maniera si tolgono soldi alla scuola pubblica. Pd e Iv sembrano essersi ancor meno preoccupati di trovarsi in comunione con la Lega e con la sua politica a sostegno dell’identitarismo cattolico. E così leggiamo commenti praticamente indistinguibili da parte di Fontana (Lega), Toccafondi (Iv) e Del Rio (Pd), che ripropongono i soliti argomenti fallaci e fuorvianti. Come quello che le scuole private paritarie sarebbero pubbliche, un paradosso evidente già dalla definizione e che diventa sostanziale se si analizza l’orientamento di parte, tipicamente religiosa, dei progetti educativi che i clienti di tali enti privati devono accettare. O come quello che garantirebbero la “vera” libertà educativa: a parte che questa libertà è garantita dalla scuola della Repubblica, statale o paritaria comunale, non si capisce perché mai il diritto di frequentare scuole private dovrebbe comportare oneri per lo Stato.

C’è purtroppo un argomento che falso non è, quello che gli istituti cattolici fanno trovare la loro scuola dell’infanzia là dove lo Stato non la garantisce. La risposta, drammaticamente sbagliata e controproducente, è che allora è doveroso finanziarle. Chi scrive ha visto garantito il diritto costituzionale di iscrivere alla scuola statale dell’infanzia i suoi figli: tre anni di scuola d’eccellenza e gratuita nella fascia d’età 3-5 anni, garantita a tutti i bambini nel comune dove risiede, un comune che non arriva a 40mila abitanti e che conta sette scuole statali dell’infanzia. C’è una sola paritaria cattolica, residuale e destinata a famiglie che per loro esigenze personali vogliono una scuola di orientamento religioso. Stavo per scrivere che sono stato fortunato, ma è sbagliato parlare di fortuna: è stato rispettato un diritto costituzionale. Si può fare, si deve fare. E dove non accade i genitori, i sindaci, le forze politiche e l’associazionismo laico devono mobilitarsi e pretendere l’istituzione di scuole statali. Perché la Repubblica è obbligata a istituirle, per tutti gli ordini e gradi. Lo dice l’art.33 della Costituzione. E si badi, lo dice prima di riconoscere la libertà di istituire scuole private senza oneri per lo Stato.

Roberto Grendene

Articolo pubblicato su Left del 19 luglio 2020

Foto: Parlamento Europeo/Flickr

 




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