mercoledì 5 febbraio - Anna Maria Iozzi

Festival di Sanremo: emozioni a scena aperta per Rula Jebreal

Ieri sera, è andata in onda la prima serata della settantesima edizione del Festival di Sanremo. Inaugurata da Fiorello, Amadeus è apparso visibilmente emozionato. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti. La scenografia, curata da Gaetano Castelli, ha fatto da sfondo a una serata che ha previsto riflessioni, musica ed emozioni.

Tanti gli ospiti: la reunion di Albano e Romina. I due hanno intrattenuto il pubblico con un medley. Il pubblico, avvolto da questa “nostalgia canaglia”, ha assistito alla perfomance di un duo che ha fatto la storia della musica italiana. Lacrime, applausi a scena aperta per i due che, alla fine, hanno proposto un brano inedito scritto da Cristiano Malgioglio, presente in sala.

Come svelato nei giorni precedenti, Amadeus, per le cinque serate, si è fatto affiancare da dieci co-conduttrici. Ieri sera, è stato il turno di Diletta Leotta e Rula Jebreal. Per quest’ultima, conviene fare una menzione speciale. Al bando, le chiacchere da bar e la musica che poco importa se dovesse piacere o no. Ognuno ha i propri gusti. La giornalista internazionale, che lavora al fianco del G7 nella presidenza di Macron, si è resa un’incantevole dispensatrice di autenticità e di orgoglio femminile. Rula ha incantato il pubblico dell’Ariston con un monologo sulla violenza femminile che tanto ha fatto parlare in questi giorni i tg e i giornali. La giornalista ha posto l’attenzione sull’atteggiamento delle donne nei riguardi degli uomini. Quest’ultimi pensano che siano gli abbigliamenti succinti delle donne a provocare il loro istinto cannibalesco. Una teoria difficile da accettare, ma da sdoganare. Quella di ieri sera è stata una profonda riflessione che ha toccato i cuori di chi, personalmente, ha subito violenza. Il resoconto oratorio è stato formulato in due parti, ben distinte: da un lato, la giornalista leggeva le macabri storie di donne vittime di violenza e stupri, dall’altro, riportava le citazioni di alcuni brani più famosi, inerenti al contesto. Ne è uscita fuori una lezione di vita da indirizzare, prima di tutto, per gli uomini che, forti della loro presunta onnipotenza, cercano di giustificarsi per i loro atteggiamenti a dir poco inqualificabili. Alle donne, il coraggio di non vergognarsi se, per colpa della foga nevrotica maschile, debbano aver paura di indossare un capo di abbigliamento. Lacrime ed ovazione a scena aperta. Finalmente, un motivo in più per decretare questa riflessione tra le cose più belle che si possano salvare nell’archivio storico del Festival di Sanremo. E poco importa se i brani non accontentano i gusti degli spettatori. Lo spettacolo è ben altro.

La serata è stata allietata dall’emozione incontenibile di Tiziano Ferro che, alla fine del brano “Almeno tu, nell’universo”, si è lasciato andare ad un pianto irrefrenabile, al punto da abbracciare Amadeus. Tutto questo, mentre la gara proseguiva con le perfomance dei dodici artisti, di cui, la seconda parte, si esibirà nella serata di mercoledì. 

Tra gli ospiti, da sottolineare l'intervento di Emma Marrone, che la vedrà protagonista nel nuovo film di Gabriele Muccino, "Gli anni più belli", al cinema, il 13 febbraio, insieme a Pierfrancesco Favino e tanti altri. L'artista salentina ha intrattenuto il pubblico con un medley del suo repertorio. 

Insomma, non ci resta che aspettare la serata del mercoledì per assistere ad ulteriori emozioni. 

 




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