lunedì 10 febbraio - SerFiss

Faccetta vecchia

Gli attacchi con insulti ed altro alla senatrice a vita Liliana Segre e ad altri cittadini di etnia ebrea non sono che la classica punta dell'iceberg che nasconde nefandezze di ogni tipo. Atti di vandalismo o sfregio a monumenti e lapidi, marce commemorative con tanto di camicia nera e saluto romano, razzismo ostentato per strada e negli stadi. Tutto questo e tanto altro hanno ridestato l'attenzione di molti opinionisti e giornalisti, arrivati a concludere che era nato il "neofascismo".

Dovrebbe nascere spontanea una domanda: è possibile che il fascismo, nonostante la sconfitta storica, non abbia mai lasciato definitivamente il nostro paese? Temo di sì.
Il minimo scarto con il quale la Repubblica ha vinto il referendum del 1946 potrebbe essere la prima traccia, accomunando successivamente fascisti e monarchici buoni compagni di banco alla Camera in oltre due decenni. il tentato colpo di Stato di Junio valerio Borghese e gli attentati terroristici che hanno flagellato l'Italia negli anni '70 e '80 sono il tragico e sanguinario promemoria della littoria vitalità. In politica Il Movimento Sociale e nella vita sociale il Fronte della Gioventù hanno tenuto accesa la fiammella.

Silvio Berlusconi ci mise poi il suo sdoganando prima Gianfranco Fini legittimandolo come possibile sindaco di Roma e poi accettando il MSI nella coalizione "Polo delle libertà" (il MSI venne poi trasformato in Alleanza Nazionale nel 1995 da Gianfranco Fini con un abile manovra di restyling politico). La coalizione "Polo delle libertà" vinse le elezioni del 1994 ed oplà: il gioco era fatto. Il Fascismo era tornato ad essere una delle componenti politiche del paese.

La definitiva consacrazione dell'estrema destra in Italia l'ha compiuta il M5S, portando la Lega al Governo con il segretario Matteo Salvini nel ruolo importantissimo di ministro dell'Interno. Ed i risultati si sono visti immediatamente: la Lega è passata dal 17% delle ultime politiche ad oltre il 30% dei successivi sondaggi, anche se i più recenti indicano un leggero calo.
L'Italia è una nazione antifascista? Temo di no. Ad un pensiero fascista attivo e violento (basti pensare ai porti chiusi con centinaia di persone abbandonate in mare) supportato da uno zoccolo duro non indifferente, si unisce una parte cospiqua dell'elettorato italiano, quella che si disinteressa della politica e talvolta diserta la tornata elettorale e attenta solo a che non venga maltrattato il suo piccolo orticello. Saturi di malcontento nei confronti di chiunque, questi ignoranti (nel senso di ignorare, nessun insulto) respirano a pieni polmoni le folate di odio, populismo, rabbia e menzogne sapientemente orchestrate dagli uffici stampa di Lega e Company, forti di truppe cammellate numerose, attrezzate e sapientemente addestrate che si muovono con sapienza sui social.

A tutto questo la sinistra oppone solo i suoi perenni dubbi interni, focalizzando lo sguardo più sul proprio ombelico che su cosa accade in Italia e nel mondo. Al di là di qualche dichiarazione retorica, manca una vera proposta alternativa ai problemi del paese, unica vera arma contro la destra avanzante, limitandosi invece a vaghe promesse mai programmatiche. In ultimo uno strano gioco di alleanze potrebbe far presagire tempi ancora più oscuri.

Una volta si diceva: "Moriremo democristiani". Ora ci sarebbe da augurarselo.

Foto di Marie Sjödin da Pixabay 




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