venerdì 16 settembre - Alberto SIGONA

Europei Basket: Italia eterna incompiuta

Da circa vent'anni gli azzurri della palla a spicchi attendono il giorno del riscatto, ma ogni volta che gli si presenta l'occasione per tornare in auge, arriva la bruta realtà a demolire le brillanti aspirazioni.


Ahinoi, ci risiamo. Un po' lo temevamo, ve n'era il tenue sospetto, e purtroppo è successo di nuovo. Anche questa autorevole competizione, l'Europeo 2022, su cui in molti confidavamo per ridare nuova lucentezza al nostro opacizzato gonfalone reale, ha rappresentato l'ennesimo drastico fallimento per la nostra Nazionale, per un leit motiv sin troppo ricorrente che ormai rischia di abbandonarsi sul pentagramma delle note malefiche, sfociando in una perpetua sinfonia spettrale. Da circa 20 anni ad oggi, infatti, ogni torneo di prestigio (quando ci si riesce a qualificare, il che non è certo scontato...) per gli azzurri del Basket si risolve regolarmente in una disfatta, parziale o totale, coi nostri maestosi obiettivi che con una puntualità impressionante appassiscono sotto l'arsura oppressiva della realtà, coi nostri ambiziosi ma legittimi traguardi che vengono costantemente dilaniati dalle rotaie della nostra impreparazione o mortificati dall'altezzosità degli irriguardosi e sventurati eventi. Con le nostre aspirazioni teoriche sistematicamente violate, deturpate, a volte persino strozzate sul nascere dalla bruta materialità. Anche quando le possibilità di centrare il bersaglio principale sembrano tutt'altro che remote e l'eventualità di agguantare la sommità dei nostri lusinghieri propositi appare ben distinta sull'orizzonte dei presupposti e ben lungi dal confluire nel chimerico. Niente da fare. La brutta e deforme realtà affossa costantemente i nostri retti desideri, facendosi beffe delle nostre opportune mire espansionistiche. Ogni competizione d'alto lignaggio ci vede stramazzare rovinosamente, accasciandoci sul suolo delle illusioni, dopo esser stati storditi dal fragore delle nostre speranze ed accecati dall'abbaglio dei nostri aneliti traditi, oltraggiati, deturpati senza alcun ritegno. A volte addirittura assassinati.

UN DANNATO INCANTESIMO

Così l'Italia della Pallacanestro rimane l'eterna incompiuta del nostro sport. Della serie “Potrebbe ma non riesce”. Sempre sul punto di farcela, di liberarsi dalla catene della lugubre storia recente per spiccare il volo in direzione degli antichi e giulivi fasti. Perennemente sulla soglia della fantasia, in procinto di uscire dai confini della modestia per immettersi al di là del perimetro che divide il miraggio dal tangibile. In costante spasmodica attesa di trasferirsi nella città dell'estasi per poi alloggiare nella opulenta dimora della magnificenza. Salvo scontrarsi frontalmente col dramma di una squadra sempre inadeguata, infeconda, inosservante delle promesse ed incurante delle premesse. Capace tuttalpiù di exploit a sprazzi che durano lo spazio di un lampo, magari splendente, in grado d'illuminare il plumbeo cielo delle nostre miserie, ma pur sempre un lampo, estemporaneo, fugace, destinato per sua natura a spegnersi molto prima che si giunga alla meta prefissata, al traguardo più sospirato. Un lampo come quello che pochi giorni fa ci aveva permesso di superare l'ostacolo della poderosa Serbia, ma che al cospetto dei non irresistibili francesi non ci ha consentito di emanciparci dalla perpetua esiguità e di far risplendere il nostro smorto blasone. Tanto meno di sovvertire lo squallido destino. E così si andrà mestamente avanti in una sorta di moto ciclico continuativo, incessante. Sino alla prossima frustrazione. Sino al successivo avvilimento. In perenne attesa di un imminente riscatto, di sfatare uno sciagurato incantesimo che forse non si romperà mai.

 

 

Alberto Sigona

15 settembre 2022 d. C.

 

 




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