venerdì 7 giugno - Jacopo D’Antuono

Europee 2024, uno spettacolo degno del Grande Fratello. E non quello di Orwell…

Finita questa campagna elettorale, finiranno finalmente anche le buffonate che la politica italiana ci ha propinato in queste ultime settimane. Tutto tornerà alla normalità, con la testa sotto la sabbia, e ogni elettore si dimenticherà le sparate dei propri leader, per poi ricominciare da zero in un loop infinito che va avanti ormai da trent'anni.

Chi governa urla come se fosse all'opposizione, rimangiandosi ogni promessa, ma contro chi e contro cosa? L’opposizione, se così possiamo chiamarla, è bene resti al suo posto, senza un'idea di paese, se non gridare "pericolo fascismo" ogni due per tre o parlare di sicurezza sul lavoro, magari in piedi su una sedia di plastica in mezzo a una folla.

E se questo scenario è di per sé già abbastanza sconfortante, i programmi rischiano di rasentare il nulla pur presentandosi ricchi di buone intenzioni, un concentrato copia-incolla che non vedrà mai luce.

Nel frattempo, nessuno ha chiesto conto di ciò che è stato fatto rispetto a quanto promesso, e nessuno si chiede se le responsabilità non siano da suddividere anche tra chi ha governato negli ultimi trent'anni, anziché puntare il dito solo contro chi c’è ora.

Ma in fondo, a chi importa? L’attuale scenario politico è solo intrattenimento puro tra insulti, slogan, proposte irrealizzabili e proclami che non verranno mai rispettati. La realtà, anche stavolta, è che dopo le europee non accadrà proprio nulla.

Così, da destra a sinistra, Movimento Cinque Stelle incluso, potranno continuare a insultarsi e incanalare il dissenso, eliminando qualsiasi vera alternativa che metta al centro la competenza. Uno spettacolo degno del Grande Fratello. E non quello di Orwell…




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