giovedì 19 marzo - Antonio Mazzeo

Esercitazione militare USA: il Leone Africano vittima del Coronavirus

A meno di una settimana dalla data fissata per il suo inizio, il Comando delle forze armate Usa nel continente africano (US Africom) ha annunciato la cancellazione dell’imponente esercitazione multinazionale che si sarebbe dovuta tenere in nord Africa e nel Sahel. 

“Dopo un’attenta valutazione e in accordo con i paesi partecipanti e le nazioni partner africane ospitanti, l’esercitazione African Lion 2020 è stata annullata”, riporta la nota dell’ufficio stampa di US Africom. “Nonostante le precauzioni assunte, la decisione di cancellare l’esercitazione è stata fatta dopo le restrizioni ai viaggi internazionali determinate dal nuovo coronavirus (COVID-19) e per ridurre al minimo il rischio di esposizione del personale militare statunitense e di quello delle nazioni partner. US Africom continua a lavorare con gli alleati per assicurare stabilità e sicurezza nel continente africano. Per questo prosegue la pianificazione dell’edizione 2021 di African Lion”.
Qualche giorno fa il Comando delle forze armate Usa aveva affermato che nonostante la pandemia da coronavirus, l’esercitazione si sarebbe tenuta anche se con la riduzione degli uomini e dei mezzi impegnati. African Lion era programmata dal 23 marzo al 3 aprile in Marocco, Tunisia e Senegal: originariamente prevedeva la presenza di 3.800 militari statunitensi provenienti dai reparti d’èlite dell’esercito, della marina e dell’aeronautica (101st Airborne Division, 1st Security Force Assistance Brigade, 173rd Airborne Brigade di stanza a Vicenza, 31st Fighter Wing di Aviano, 100th Air Refueling Wing, Utah e Michigan National Guard, ecc.) e di oltre 5.000 unità di una decina di paesi europei e africani tra cu Marocco, Senegal, Tunisia, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Spagna. I militari statunitensi e decine di carri armati erano già sbarcati nel porto di Agadir (Marocco) l’1 marzo scorso, così come erano state trasferite nel Golfo di Guinea le navi da guerra di Usa, Spagna e Brasile che avrebbero dovuto partecipare a una contemporanea esercitazione aeronavale, Obengame Espress 2020, anch’essa cancellata un paio di giorni fa dal Comando delle forze armate statunitensi in Europa.
African Lion è la più imponente esercitazione militare in Africa”, riporta il sito di US Africom. “Essa viene panificata per rafforzare l’interoperabilità tra le nazioni partner contro le minacce transnazionali e quelle provenienti dalle organizzazioni estremiste violente. L’edizione 2020 prevederà operazioni aeree, navali e terrestri, l’uso di munizioni, attività d’intervento sanitario e CRBN (guerra chimica, radiologica, biologica e nucleare, Nda), ecc.. Tutto ciò permetterà di testare l’abilità dei militari Usa nel proiettare la potenza di combattimento aldilà dell’oceano per condurre operazioni anche in cooperazione con team multinazionali”. In vista di African Lion 2020, il Pentagono aveva stanziato 21 milioni di dollari e autorizzato il trasferimento in Marocco dagli Stati Uniti d’America di 46 velivoli da supporto aereo e un centinaio di carri armati e blindati.
Mentre sono definitivamente abortite le due grandi esercitazioni programmate nel continente africano, il Comando Usa in Europa è sempre più ostinato a voler mantenere in vita Defender Europe, la maxi-operazione militare in funzione anti-Russia avviata con lo sbarco in Olanda, Belgio e Germania di centinaia di mezzi pesanti e 6.000 militari, molti dei quali hanno poi raggiunto la Polonia utilizzando la rete ferroviaria e stradale nord-centro europea. Alcune delle attività previste nell’ambito di Defender Europe 2020 erano state cancellate dopo la defezione di alcuni partner europei (Dynamic Front, Joint Warfighting Assessment, Saber Strike e Swift Response). “Alla luce dell’odierna epidemia di Coronavirus, modificheremo l’esercitazione riducendo il numero dei partecipanti Usa; le attività associate all’esercitazione saranno rimodulate in stretto accordo con gli Alleati e i partner per andare incontro alle nostre maggiori priorità degli obiettivi addestrativi”, aveva annunciato il 13 marzo scorso il Comando Usa in Europa. “Possiamo anticipare che la brigata da combattimento che è stata schierata in Europa condurrà esercitazioni con l’artiglieria e altre attività addestrative congiuntamente ai nostri alleati nell’ambito del programma modificato Allied Spirit, mentre i reparti che avrebbero dovuto partecipare alle altre esercitazioni collegate rientreranno negli Sati Uniti”, ha reso noto qualche ora fa il portavoce Usa. Nonostante la “mutilazione” di Defender Europe, alcuni bombardieri strategici B-2 “Spirit” a capacità nucleare sono stati schierati qualche giorno fa da US Air Force nello scalo aereo di Lajes Fied nelle Azzorre (Portogallo) e nella base britannica di Fairford. Altri B-2 affiancano i cacciabombardieri F-35 dell’Aeronautica Militare italiana nei war games con tanto di bombardamenti in corso in queste ore in un enorme poligono nel deserto del Nevada. Nonostante il coronavirus, il ministero della Difesa non ha annullato infatti la partecipazione di centinaia di uomini e decine di velivoli militari a Red Flag, la maxi-esercitazione multinazionale in svolgimento nella base Usa di Nellis. Red Flag ha preso il via il 9 marzo e si concluderà giorno 20; ad essa partecipano Stati Uniti, Germania, Spagna e i gruppi di volo italiani provenenti dalle basi di Pisa. Grosseto, Pratica di Mare, Amendola e Trapani-Birgi. Un imponente e costosissimo impegno militare che è stato sfacciatamente rivendicato pubblicamente dallo Stato maggiore. “Il deployment operativo e logistico in Nevada è stato portato avanti dalla nostra Forza Armata come pianificato, nonostante i concomitanti sforzi organizzativi in campo nazionale nell’ambito delle attuali azioni di contrasto e gestione dell’emergenza COVID-19”, riporta l’Ufficio stampa dell’Aeronautica militare. L’irresponsabilità e il cinismo imperano anche al tempo della pandemia.



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