martedì 24 marzo - Wiki Slap

Emergenza Virus | Distribuire i fondi degli Istituti Cultura o l’arte e Folklore verranno cancellati per sempre

Di fronte all’emergenza del Corona Virus e quelle che sono le disposizioni welfare, emergono importanti verità che stanno facendo indignare categorie di lavoratori. 

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Dal un lato, infatti, vi sono i dipendenti statali che continuano a percepire comodamente lo stipendio senza svolgere di fatto nessuna attività o svolgerla in modo parziale e fuori da ogni sorta di controllo, dall’altro vi è tutta una serie di soggetti che devono fronteggiare i problemi causati dall'epidemia, tra cui liberi professionisti e gli artisti e disoccupati.

CHE FINE FARANNO I DISOCCUPATI?

C'e da chiedersi che fine faranno i disoccupati, coloro che hanno perso il lavoro, e i non più titolari di Naspi, che a causa della situazione odierna, si trovano nella condizione di non poter avere a nessuno impiego, tranne che siano medici o infermieri. Persone che stanno ultimando le ultime risorse e non hanno più disponibilità per poter acquistare i beni di prima necessità.

CHE FINE FARANNO GLI ARTISTI?

IL Governo si è preoccupato di garantire benefici agli Operatori dello Spettacolo con un contributo spettante è pari ad appena € 600 per i titolari di partita iva iscritti al Fondo pensioni e con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019. Chiaramente una cifra non sufficiente considerati affitti e costi della vista, e irrisoria rispetto a quella standard € 1500 degli statali. L' azione "Cura Italia", ha tagliato fuori le Associazioni culturali e tutta una serie di maestranze che conducono laboratori, realizzano spettacoli, teatro, eventi, festival, cioè coloro che rappresentano la ricchezza folkloristica territoriale e che identificano la cultura di una Nazione. Organizzazioni che che sopravvivono grazie a contributi delle Città o Regioni Patrocinanti delle iniziative e tramite il sostegno degli associati, e che offrono lavoro a tanti artisti . Gente che si sostiene facendo quello per cui ha studiato e con ingaggi che variano dalle poche ore a diversi giorni. E’, infatti, raro trovare una produzione disposta a pagare contributi fino a un mese, tranne che si tratti di una tournée, film o stagioni teatrali. Con la contrazione attuale e il conseguente blocco delle iniziative, verrà meno ogni opportunità economica e quindi possibilità di sostentamento che porterà la categoria e le varie attività, al completo annientamento.

DOV'E' LA DIGNITA' SOCIALE SANCITA DALLA COSTITUZIONE?

E' assurdo che il Governo non abbia pensato alla tutela di queste situazioni, eppure l’articolo 3 della costituzione parla chiaro “ lo Stato deve garantire a tutti i cittadini una “Dignità sociale”, c'è da chiedersi quale sarebbe, se evidentemente vi sono delle differenze di sorta? La problematica culturale, inoltre, è stata anche affrontata dal Sindaco Firetto che ha messo in evidenza il disagio subito da Agrigento con la sospensione del Mandorlo in Fiore. Il Mibact, piuttosto che auto promuoversi attraverso iniziative solidali, dovrebbe disporre misure a tutela di queste realtà perché rischiano di scomparire per sempre, un danno di natura economica e sociale.

DALLE INDAGINI DEL FATTO QUOTIDIANO EMERGONO REALTA’ SCONCERTANTI

Dalle indagini del Fatto Quotidiano emergono realtà sconcertanti sulla gestione dei 98 Istituti Cultura, Organi periferici del Ministero degli Affari Esteri che fanno capo a Di Maio, il quale preferisci astenersi piuttosto che metterseli contro. Gli Enti hanno sede in lussuosi palazzi con costi di affitto elevati, gestiti da un Direttore ( € 16.00 euro di stipendio e con famiglia a carico) con contratti a tempo indeterminato, che sulla carte dovrebbero accogliere le proposte degli artisti e aiutarli nel diffondere la propria arte nel mondo, ma in che realtà si comportano in modo del tutto discrezionale, negando a priori ogni iniziativa, favorendo, invece, quella di altri, e finanziandola con considerevoli cachet. Fatti rilevati da corrispondenze che mostrano quanto la gestione di questi Enti sia imbarazzante, priva di coerenza e trasparenza, la cui programmazione segue "veicolazioni" di altro tipo. Situazione lamentata più volte e non risolta nemmeno con l’interesse dello Presidente Mattarella che ha cercato, inutilmente di porla all’attenzione degli specifici ministeri. Mentre la gente non sa come arrivare a fine mese, il business sulla cultura rimane in mano una casta, suddivisa tra parentopoli e potenti, e che secondo alcuni Deputati Esteri andrebbe prontamente risolta, ma che purtroppo, continua a essere intoccabile. 

DISTRIBUIRE I FONDI DI QUESTI ENTI PER LA SOPRAVVIVENZA DELLE CATEGORIE PIU’ DEBOLI

Attualmente gli Enti sono bloccati dall’emergenza, quindi, perchè non distribuire i loro fondi per categorie in difficoltà? Potrebbe essere una soluzione percorribile piuttosto che pensare alla costituzione di nuove tasse o manovre complesse. E perchè non intervenire anche sugli stipendi di questi dirigenti, i cui importi (ricordiamo €16.000 al mese e famiglie a carico) sono fin troppo elevati per il lavoro svolto, infine c’è da chiedersi, perché i loro contratti devono essere a tempo indeterminato quando in Italia ottenere un accordo del genere è pressoché impossibile? L’ideale sarebbe chiuderli e istituire un fondo per gli artisti, in questo modo gli si potrebbe garantire un incentivo, come accade nei Paesi del Nord Europa, che gli permetta di sostenersi piuttosto che essere costretti a mettere di lato il talento per impegnarsi in altri settori più remunerativi. E’ chiaro che se si smette di produrre cultura verranno a mancare tutta una serie di elementi importanti alla formazione dell’individuo con danni di ordine sociale, professionale ed economico.

Sono state anche lanciate petizioni e messo a conoscenza il Governo, il quale sembra non avere nessuna intenzione di andare contro i feudatari e prelevare cosi’ le somme destinate ai meritevoli amici, e tutto questo mentre l’Italia è un passo dal tracollo totale, tra possibili saccheggi e azioni di violenza che richiamano alla memoria tristi accadimenti dell'epoca del Risorgimento come quello avvenuto a Bronte .

Le denunce del Fatto Quotidiano :

MAS (Movimento Artistico Sociale)

Chiediamo aiuto nel mostrare al popolo quello che sta accadendo
Per contatti : replicare a questa email



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