mercoledì 29 gennaio - Attilio Runello

Elezioni: vincitori e vinti

Conclusosi le elezioni in Emilia-Romagna e in Calabria, i partiti si dichiarano vincitori, come avviene di solito. Ma chi sono i vincitori? E soprattutto è normale che in Italia ci siano elezioni ogni tre mesi e che si sia costantemente in campagna elettorale?

Si sono concluse da poco le elezioni in Emilia Romagna e in Calabria. Si sono conclusi anche gli scrutini e si hanno i risultati. Sono arrrivate le analisi di voto e le dichiarazioni da parte dei partiti.

Alle elezioni si è arrivati dopo una intensa campagna elettorale che ha visto impegnati i candidati e gli apparati di partito che li hanno sostenuti.

Nella regione di don Camillo e Peppone, i personaggi di Guareschi, la tensione è stata notevole. Per fortuna non ha portato a veri e propri scontri, a parte qualche incidente.

Il PD ha vinto in questa regione e può a ragione dichiararsi vincitore. Forza Italia - con la coalizione di centrodestra - ha stravinto in Calabria. Fratelli d'Italia è cresciuto notevolmente in entrambe le regioni, e la Meloni lo ha rimarcato. Il presidente del consiglio - esponente del movimento 5stelle - ha dichiarato che lo sconfitto è Salvini, e che il governo arriverà a fine legislatura.

Se si considerano le aspirazioni del segretario della Lega - di vincere in Emilia Romagna e dare una spallata al governo - in effetti il risultato non è stato raggiunto.

Tuttavia bisogna fare altre considerazioni: il centrodestra negli ultimi due anni ha sottratto dieci regioni al centro sinistra. La decima è la Calabria. Sino a due anni fa il centrosinistra governava diciassette regioni. Adesso ne governa sei. I cittadini pur nella indiscussa unità del paese e nella irrinunciabile appartenenza all'Unione europea sentono più vicine le strutture locali, e il centrosinistra le sta perdendo.

Il partito di Salvini ha ottenuto il trenta per cento delle preferenze in una regione dove in precedenza i risultati erano ben diversi. Dalle analisi di voto emerge anche qui che le campagne e le periferie optano per il centro destra.

Il movimento 5stelle ha registrato un grande flop. Quali saranno le conseguenze sullo schieramento che detiene il trentatré per cento dei seggi in Parlamento? Il movimento con le dimissioni di Di Maio sembra aver di fatto incoraggiato i propri elettori a sostenere il PD, anche se ufficialmente aveva un proprio candidato e non ha accettato la richiesta di Zingaretti di una alleanza.

In Emilia Romagna l'affluenza è stata elevata ma bisogna chiedersi se sia giusto che in questo paese si abbiano elezioni ogni tre mesi, con partiti, movimenti e esponenti dei media e della cultura che sono in una campagna elettorale continua.

Si può attribuire a questa campagna elettorale continua questo "odio" di cui la sinistra accusa Salvini e il centrodestra attribuisce al centro sinistra? Non sarebbe più opportuno avere un election day, un unico appuntamento ogni anno in cui far convergere tutte le scadenze elettorali?

Attilio Runello 

 




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