Elezioni in Norvegia
Si sono concluse il sette settembre le elezioni in Norvegia. I laburisti sono ancora il primo partito ma la destra avanza.
Il partito laburista è chiamato dunque a fare il governo, ma dovrà fare affidamento su tutti i partiti di sinistra, anche i più piccoli per raggiungere una maggioranza risicata.
I partiti più piccoli avanzano richieste propal e ambientaliste.
La Norvegia è un paese che fa parte della Nato ma non dell'Unione Europea. Anche se fa parte di una area di libero scambio con gli altri paesi dell'Unione. In altre parole non impone dazi.
Negli anni Novanta le prime scoperte di giacimenti di petrolio e gas lo hanno reso il paese più ricco di Europa.
Ha cinque milioni di abitanti. I soldi derivanti dalla vendita di idrocarburi hanno permesso di realizzare un fondo di investimento di circa duemila miliardi.
In altre parole non solo non hanno debiti, ma hanno consistenti risparmi. E quindi nel bilancio annuale non hanno interessi da pagare e possono contare sulle entrate del fondo.
Il fondo ha sempre dichiarato di essere neutrale. Tuttavia negli ultimi mesi ha ceduto diverse azioni di aziende israeliane. E i propal vorrebbero che le vendesse tutt'e.
Gli ambientalisti invece vorrebbero la riduzione della estrazione di petrolio sino ad arrivare gradualmente a estrazione zero. Insomma vogliono chiudere una delle principali fonti di ricchezza di un paese che prima degli anni Novanta ricco non era.
E per questo che i laburisti stanno cercando alleati fra i partiti di centro come nel precedenti governo, Per poter fare a meno degli ambientalisti.
È diffuso inoltre nel paese un sentimento di insicurezza sia per gli afflussi di emigranti sia per la guerra in Ucraina. La Norvegia ha un confine di quasi 200 chilometri con la Russia. Di recente e stato chiuso l'unico valico. E questo probabilmente spiega la crescita dei partiti di destra diretti da due donne.
