venerdì 14 giugno - Natale Salvo

Elezioni Europee: cade la destra, trionfo per Vannacci e la Salis!

“Europee: sconfitta delle destre in Italia”. Questo titolo non lo leggerete stamani sui giornali. Ma sarebbe un dato di fatto inoppugnabile: alle precedenti europee del 2019 le destre ( FdI, Lega e Forza Italia ) raccolsero 13,2 milioni di voti e il 49,58% in percentuale; stavolta ( sia pure con una inversione di equilibri tra Lega, crollata, e FdI, esaltatosi ) “solo” 11 milioni (47,31%). Mancano all’appello di “Giorgia” 2,2 milioni di italiani, il 2,2% dell’elettorato. Anche rispetto alle politiche del 2022, le Destre calano: il 25 settembre di due anni fa avevano raccolto, eccetto Valle d’Aosta ed Estero, 12,3 milioni di voti.

 

La notizia viene occultata e manipolata dagli organi di propaganda del regime italico puntando i riflettori sull’avanzata dell’estrema destra in Francia e Germania e sull’indubbio successo elettorale personale della signora Meloni.

E’ giusto risaltare il pesante risultato negativo del Movimento Cinque Stelle – che oramai è destinato alla scomparsa o comunque all’ininfluenza, avendo consumato il suo ruolo di antisistema – sceso dal 17,7 al 9,99% ovvero da da 4,5 a 2,3 milioni di voti. Alle politiche del 2022 il partito di Conte (all’epoca di Luigi Di Maio) aveva pur’allora ottenuto 4,3 milioni di voti.

Non è possibile, invece, far passare quasi in silenzio o sminuire il risultato di AVS, la stabile alleanza tra Verdi e Sinistra Italiana dove, probabilmente, si sono travasati una parte dei suoi fu elettori.

AVS ha raggiunto il 6,71% oggi, ovvero 1,5 milioni di voti. Nel 2019, i Verdi erano “scesi in campo” da soli raccogliendo 0,6 milioni di voti (2,32%) mentre Sinistra Italiana aveva partecipato al contenitore La Sinistra, assieme a Rifondazione – ora alleata di PTD, la lista personale del giornalista Michele Santoro , che aveva ottenuto quasi 0,5 milioni di voti (1,75%). I partiti componenti di AVS, in sostanza, hanno raddoppiato voti e percentuale. Un successone! Anche rispetto alle ultime elezioni politiche (Camera) AVS “esplode”: nel 2022 aveva ottenuto “solo” un milione esatto di voti (3,64%). Naturalmente occorre considerare il fenomeno Ilaria Salis, l’anarchica in prigione in Ungheria, che candidata in due circoscrizioni fa il boom: 50.000 voti nelle isole, 126.000 nel Nord Ovest; 176.000 in totale. La Salis era apertamente sostenuta da Potere al Popolo e dal Partito Comunista dei Lavoratori. Quindi ha “pescato” voti in ambienti ben più radicali che AVS. E’ stato un voto all’attivista anarco rivoluzionaria, quindi, solo incidentalmente ad AVS. Non sarà un soggetto facile da “gestire” per il duo Bonelli-Fratoianni.

Successo indubbio, pure nella sconfitta rispetto all’obiettivo di superare lo sbarramento del 4%, anche per Michele Santoro (PTD): il giornalista supera i 0,5 milioni di voti e raggiunge il 2,21%. In proposito, l’unico paragone possibile era con le politiche 2022 dove l’Unione Popolare ( Rifondazione più Potere al Popolo ) aveva raccolto 403.000 voti, circa 60.000 in meno di PTD. Considerato che, stavolta, Potere al Popolo ha annunciato di sostenere Salis di AVS, il risultato di Santoro e Acerbo (Rifondazione) è ancora più positivo.

Le formazioni dichiaratamente contro la guerra, come quelle di Santoro e dei Verdi-Sinistra Italiana, restano comunque ininfluenti.

Successo pure per il Partito Democratico che, pur orfano di Renzi e Calenda che invece lo sostenevano nel 2019, sale dal 22,74 al 24,09% (anche se perde 0,4 milioni di voti: scende da 6,1 a 5,6 milioni ). I 5.6 milioni di voti confermano esattamente quelli delle scorse politiche 2022 (quando la percentuale era risultata ovviamente più bassa per la maggiore partecipazione popolare al voto ).

Tra gli sconfitti, indubbiamente gli estremisti della Lega Nord ( da 9,2 a 2,2 milioni di voti ovvero dal 34,26 al 9% ), caso Vannacci a parte. Il generale ha probabilmente incassato il voto dell’estremismo – Casa Pound e Forza Nuova non erano presenti e avevano raccolto, tra i due, 130.000 voti nel 2019 -. Roberto Vannacci, candidato in tutte le circoscrizioni, raccoglie, nell’ordine, 142.000 voti nel Nord Est, 186.000 nel Nord Ovest, 95.000 in centro, 72.000 al sud e 35.000 nelle isole (ovunque tranne nelle isole è il più votato) per un totale di 530 mila preferenze!

Prevedibile la sconfitta di Renzi e Bonino da un lato e Calenda dall’altro dato che neanche nel 2019 +Europa della Bonino aveva superato lo sbarramento.

Va segnalata la pesante sconfitta del progetto di Marco Rizzo. L’ex comunista raccoglie solo 35.000 voti (0,15%) con la sua Democrazia Sovrana e Popolare contro i 235.000 voti (0,88%) che aveva raccolto col sul storico Partito Comunista. Una sconfitta che ridimensiona e pensiona definitivamente il vecchio leader.

Un’ultima annotazione sul voto: non si è recato alle urne neanche un elettore su due. Solo il 48,21% degli aventi diritto ha votato (nelle Isole solo il 35,16%). Erano stati il 56,09 nel 2019. Una chiara bocciatura del sistema partitocratico, elettorale e democratico che sulla partecipazione al voto si impernia. Nessun partito, però, ne terrà conto. Nessuno correggerà la propria attività. Resta che la rappresentatività di parlamento e governo ne escono indeboliti notevolmente.




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