lunedì 29 marzo - Antonio Mazzeo

Egitto: Italia pronta a rifinanziare l’Accademia di Polizia del generale al-Sisi

Il Ministero dell’Interno e la Polizia di Stato continueranno a fornire le risorse umane e finanziarie all’Accademia di Polizia egiziana per formare e addestrare le forze dell’ordine dei regimi africani partner della crociata contro il “terrorismo” e l’immigrazione “illegale”.

 Nonostante le schiaccianti prove sul coinvolgimento diretto nel sequestro e assassinio del giovane ricercatore Giulio Regeni e la lunghissima lista di crimini e violazioni dei diritti umani commessi dalla polizia del dittatore al-Sisi, le autorità italiane si apprestano a presentare alla Commissione europea una richiesta di contributo economico per prorogare almeno per un altro biennio il progetto ITEPA (International Training Centre at the Egyptian Police Academy), la cui prima tappa si è conclusa a Roma il 27 novembre 2019 con una conferenza presso la Scuola Superiore di Polizia.

 

Il 18 febbraio 2021, rispondendo a due distinte interrogazioni degli europarlamentari del GUE/NGL, Miguel Urbán Crespo e Özlem Demirel, Ylva Johansson (responsabile per gli Affari Interni della Commissione europea) ha confermato che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno sta lavorando in vista del prolungamento delle attività del Centro di addestramento dell’Accademia di polizia dell‘Egitto, nell’ambito del nuovo piano finanziario pluriannuale Ue. “Le autorità italiane hanno beneficiato di un finanziamento europeo di 1.073.521 euro (Fondo Interno per la Sicurezza Internal Security Fund - ISF National Programme) per l’ITEPA 1”, scrive la commissaria Johansson. “Sulla seconda fase del progetto (ITEPA 2), in via di formulazione e il cui programma non è stato ancora sottoposto al vaglio della Commissione, non si è in grado di fornire tutti i dettagli richiesti dagli interroganti. Sulla base delle informazioni in nostro possesso, le autorità italiane intendono finanziare il progetto tramite l’Internal Security Fund Borders and Visa (ISF-BV), previsto dal nuovo piano finanziario 2021-2027”.

Sulla base di una nota emessa dalla Polizia di Stato a fine 2019 relativa alla firma di un memorandum che estende la validità del protocollo di cooperazione tra Italia ed Egitto sottoscritto nel 2017 per implementare le attività di addestramento internazionale presso l’Accademia di Polizia del Cairo, gli europarlamentari Miguel Urbán Crespo e Özlem Demirel avevano chiesto alla Commissione di conoscere i contenuti e i termini contrattuali dei programmi ITEPA 1 e ITEPA 2, i responsabili e i beneficiari diretti della formazione e soprattutto se la stessa rispettasse gli standard internazionali in tema di difesa dei diritti umani e protezione dei migranti.

“La Commissione è pienamente consapevole del cambiamento della situazione dei diritti umani in Egitto e queste questioni sono regolarmente poste dall’Unione Europea nei contatti bilaterali con le autorità egiziane e nei forum internazionali”, la controversa risposta di Ylva Johansson. “Pertanto, la protezione dei diritti umani è stato un elemento trasversale in ogni settore addestrativo in quanto ITEPA era finalizzato a fornire modelli operativi per gestire il fenomeno migratorio assicurando la piena protezione dei diritti dei migranti (…) La qualità dei formatori è stata assicurata con il coinvolgimento di persone provenienti dalle maggiori organizzazioni internazionali responsabili dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati (UNHCR e OIM). I risultati e le lezioni di ITEPA sono stati presentati nel corso dell’evento conclusivo e saranno utilizzati per ITEPA 2”.

Lodevoli intenti quelli delle autorità di polizia italiana e della Commissione Ue, peccato che i più recenti report delle maggiori organizzazioni non governative e di alcuni degli stessi governi Ue abbiano documentato il completo fallimento della formazione italo-egiziana a favore delle polizie africane partner. Le operazioni di contrasto dei flussi migratori sono state realizzate infatti violando i più elementari diritti umani ed è lunghissimo l’elenco di crimini, abusi, torture, deportazioni, detenzioni, sparizioni forzate perpetrate in tutto il continente. Basta un’occhiata ai paesi le cui forze di polizia hanno “beneficiato” delle attività addestrative presso l’Accademia di Polizia del Cairo nell’ambito di ITEPA per documentare l’insostenibilità e l’immoralità del progetto Italia-Ue: il Capo dell’Accademia Ahmed Adel Elamry20 marzo 2018, alla presenza dell’allora Capo della Polizia italiana, prefetto Franco Gabrielli. “Le attività di formazione hanno lo scopo di rafforzare le abilità nella gestione dei flussi migratori, investigare sulla tratta dei migranti e sui crimini ad essa collegati, sui controlli delle frontiere e la falsificazione di documenti”, riportava la nota stampa emessa dagli organizzatori dell’evento. “L’addestramento sarà condotto da esperti della polizia di Italia ed Egitto e da formatori nominati da varie organizzazioni internazionali (Interpol, Unodoc, UNHCR, OIM, Commissione europea, Frontex, Europol)”. Ancora una volta era però Egypt Today a fornire altri tasselli sulla partnership italo-egiziana, riportando alcuni inquietanti passaggi della relazione introduttiva del Capo della Polizia italiana. “Franco Gabrielli ha enfatizzato il grande coordinamento tra il Ministero dell’Interno italiano e la polizia egiziana nel settore della sicurezza”, scriveva il quotidiano. “Gabrielli ha spiegato che l’Egitto è riuscito a controllare il terrorismo e l’immigrazione illegale, monitorando attentamente i due fenomeni all’interno e all’esterno del paese. Egli ha aggiunto che il Ministro dell’Interno egiziano utilizza moderne tecnologie di sicurezza per combattere e scoprire i crimini. Il governo italiano ha scelto il Centro di formazione dell’Accademia di Polizia egiziana perché pone la massima fiducia in essa e perché crede nelle grandi potenzialità dell’Egitto nel campo della sicurezza, ha affermato Gabrielli”.

“Egli ha segnalato come le due parti stanno cercando di unire gli sforzi per combattere il terrorismo, lodando gli sforzi del Ministero dell’Interno egiziano nel combattere l’immigrazione illegale, e ha aggiunto che questo fenomeno non può essere ridotto senza lo scambio di informazioni tra i paesi che ricevono migranti illegali. Il governo egiziano fornisce tutte le informazioni sui migranti e sulle loro attività, consentendo agli altri governi di combattere questo fenomeno, ha aggiunto Gabrielli, affermando che il controllo delle frontiere è uno dei mezzi più importanti per combattere l’immigrazione illegale”.

 

Articolo pubblicato in Africa ExPress il 21 marzo 2021, https://www.africa-express.info/202...




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