mercoledì 17 marzo - Giuseppe Aragno

Ecco il link. Cliccate e "Due vite" è pronto a incantavi

«Due vite» nacque come testo teatrale. Lo scrissi nel 1968-69, lo chiusi in un cassetto e non ci pensai più. Poco più di un anno fa, quando ho visto all’orizzonte il rosso del tramonto che annunciava la notte, sono tornato alle carte dimenticate del giovane che sono stato.

 E’ emerso così un piccolo tesoro: poesie, racconti, Catullo, il mio primo maestro, tradotto in eleganti versi italiani, una vecchia edizione de «Gli ultimi giorni di Pompei» con un saggio introduttivo e una infinità di note e due lavori teatrali, uno in tre atti, scritto in napoletano e un atto unico, che mi aspettava e aveva una gran voglia di rimproverarmi.

Alcuni dei racconti usciranno a settembre, raccolti in un volumetto intitolato «Parole d’uomini e sassi», edito dar Valtrend, che ringrazio qui pubblicamente: non ci ha pensato due volte a offrirmi un contratto e – Covid permettendo – prometto: non si pentirà. Per le «Due vite» Umberto Laperuta è stato decisivo. Grazie a lui e al bravissimo Lello Serao, il lavoro sarebbe andato in scena lo scorso Natale al Tan, recitato da artisti di razza, quali quelli della «Carrozza d’Oro»: Alfredo Giraldi, Luana Martuci e Pasquale Napolitano. Il Covid ha mandato per ora tutto all’aria, ma Umberto non s’è arreso. Ne ha parlato con Anita Pavone, splendida attrice, regista e autrice di testi teatrali. Anita ha fatto miracoli. Di teatri manco a parlare, ma una radio si poteva trovare e Radio Shalam ci ha ospitati, Anita ha rivisto il lavoro, l’ha meravigliosamente adattato ed è nato così un radiodramma scritto a quattro mani.

E’ stato quando abbiamo cominciato a provare che ho sentito una scossa. Siamo tornati a un mondo e a un tempo di cui ci si è ingiustamente dimenticati. La radio drammaturgia è un’arte nobile e può essere una delle risposte serie alla crisi determinata dalla Pandemia. Ci ha lavorato gente di teatro di grande spessore. Un nome per tutti: Eduardo De Filippo.


Mandato in onda il lavoro, abbiamo avuto 1000 ascolti ed è stato un premio per tutti. Per Anita Pavone, Rosalba Di Girolamo, Gianni Sallustro e Rodolfo Fornario e per chi ci ha dato un aiuto decisivo: Umberto Laperuta e Luigi De Chiara. Io come attore valgo quel che valgo, ma è stata una licenza poetica e vale un sorriso. Il resto è arte. Le parole, la recitazione, i rumori e le musiche. Una magia.

Tra le tante cose buone che offre una radio, c’è questa: il lavoro è registrato puoi ascoltarlo quando vuoi. Io ti do il link e ci aggiungo un consiglio: non perderti lo spettacolo.

 
 



Lasciare un commento