lunedì 5 luglio - Giuseppe Aragno

Draghi, le armi e il consigliere Stagnaro

Secondo Carlo Stagnaro, una delle aquile che Draghi ha voluto al suo fianco come consigliere, «una società armata è una società libera» e ogni cittadino dovrebbe avere il diritto di possedere e portare in giro armi per esercitare l’autodifesa.

Naturalmente se gli chiederete quali rapporti ha con le fabbriche di armi, Stagnaro vi risponderà sprezzante che non ha nulla da spartire con i venditori di morte.

Per lui il problema si pone in termini di «diritto». Infatti, scrive, affidare allo Stato «l’onere di difenderci dai malviventi […] è una soluzione chiaramente ingiusta: perché mai noi dovremmo essere obbligati ad acquistare un servizio da qualcuno, indipendentemente dalla nostra volontà?». Molto meglio e più efficace «è assumersi in proprio la responsabilità di difendere ciò che legittimamente ci spetta». Il proprietario, sostiene Stagnaro, «è la persona più indicata a difendere la proprietà. D’altro canto, già oggi il mercato fornisce innumerevoli mezzi per provvedere privatamente alla sicurezza: dai vigilantes alle porte blindate».
La difesa personale esercitata in proprio, osserva convinto Stagnaro è molto più efficace di quella esercitata dallo Stato, vero nemico dell’aquila consigliante. Non ci credete? Ecco le prove: «a Chicago […] è emerso che i civili armati hanno ucciso per motivi giustificati il triplo dei criminali violenti uccisi dalla polizia. In generale, i civili armati hanno ucciso, catturato, ferito o almeno allontanato gli aggressori nel 75% dei casi di scontro violento, contro il 61% della polizia».

Poiché l’aquila si aspetta l’obiezione morale – che ritiene solo moralistica – anticipa chi si scandalizza perché «il possesso indiscriminato di armi da fuoco produce un aumento nei ferimenti, o addirittura nelle uccisioni ». E’ una obiezione esatta, scrive, ma sciocca. Infatti ferimenti e morti avvengono ai danni, «dei criminali: quindi di chi implicitamente ha accettato tale rischio in cambio di una violazione altrettanto violenta dei diritti di cittadini onesti e pacifici».

Diciamoci la verità. Stagnaro, il consigliere di Draghi, non incarna solo la ferocia del neoliberismo e la minaccia che questo governo rappresenta per la democrazia, ma mostra una sconsolate pochezza culturale. Se infatti prendiamo per buono il principio base del suo ragionamento – perché dovremmo essere obbligati a pagare lo Stato per farci difendere dai criminali indipendentemente dalla nostra volontà? – una domanda sorge legittima: perché dovremmo pagare giudici e tribunali indipendentemente dalla nostra volontà, nel caso che l’autodifesa di Stagnaro non riesca e qualcuno l’ammazzi? A fare giustizia ci penseranno amici, parenti e conoscenti, che Stagnaro ha fornito di armi.
Il mercato, o te lo prendi com’è fino in fondo – e precipiti con Stagnaro e questo governo nella barbarie della società libera e armata – o ti rendi conto che hai di fronte una pazzia criminale e ti prepari a difendere la Repubblica nata dall’antifascismo.

 
 



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