giovedì 18 novembre - Anna Maria Iozzi

“Doppio Taglio”, lo spettacolo/documento teatrale contro la violenza sulle donne. Ne parliamo con l’attrice Marina Senesi.

Affrontare una tematica così delicata come quella della violenza contro le donne in una rappresentazione teatrale è un compito arduo, in cui non è affatto semplice scandagliare lo stato d'animo di chi vive, in prima persona, soprusi e violenze. A metterci tutto il rispetto e la delicatezza possibile a non urtare la sensibilità e a non spettacolarizzare l'argomento è l’attrice Marina Senesi che, a margine di un incontro avvenuto con la ricercatrice e saggista Cristina Gamberi, hanno realizzato questo progetto, ponendo la luce dei riflettori con il massimo rispetto e l'attenzione possibile, ottenendo un grande plauso dall’Ordine dei Giornalisti per i suoi crediti formativi. Un bel riconoscimento alla luce di come l’impegno, il coraggio e la determinazione di affrontare argomenti molto seri e delicati sappiano arrivare al cuore di tutti.

Attrice, autrice teatrale e radiofonica, si è formata alla scuola del Teatro Stabile di Genova. Voce conosciuta al pubblico di Radio2 Rai per il lungo sodalizio con il programma Caterpillar e per le sue performances di spettacolo/informazione in favore di LIBERA contro le mafie. Da qualche anno, si dedica al teatro di narrazione e docu/teatro. Nelle sue pièce, ha dedicato molto spazio a tematiche sociali, come il tabù della malattia e le dipendenze.

Nello spettacolo/documento, che andrà in onda giovedì 25 novembre alle ore 21 su RAI 5, in occasione della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”, mostra come il taglio, con cui si descrive la violenza contro le donne, non sia mai neutro e come il punto di vista di chi scrive, le storie raccontate, le immagini che corredano il racconto rispondano, quasi sempre, a costruzioni retoriche che plasmano l’immaginario.

Giovedì 25, alle 21.00, su Rai 5, andrà in onda la versione televisiva del suo spettacolo teatrale "Doppio Taglio", in collaborazione con la ricercatrice e saggista Cristina Gamberi. Non è un caso che la programmazione sia stata collocata in una giornata particolare, dedicata alla violenza contro le donne. Il fatto che venga mandata in onda in prima serata potrebbe essere interpretato come un motivo in più affinché si approfondisca una tematica molto delicata e sulla quale poter riflettere?

“La messa in onda della versione televisiva è un risultato della regista Rai, Daniela Vismara, che ha, fortemente, difeso il progetto insieme al Centro di Produzione TV di Milano e RAI-Cultura. La prima serata è un ulteriore riconoscimento al nostro lavoro, ma, soprattutto, è il mezzo per sperare di arrivare a più gente possibile”.

Com'è nata l'idea di mettere in pratica questa rappresentazione teatrale?
“Ho conosciuto la ricercatrice in Studi di Genere, Cristina Gamberi, ad un congresso, dove presentava una sua ricerca accademica su come i media raccontano la violenza contro le donne. Sono rimasta molto colpita dal disvelo, di alcuni meccanismi comunicativi e le ho chiesto di poter lavorare insieme su una trasposizione teatrale e su un linguaggio adatto a tutti, soprattutto ai ragazzi. Cristina ha accettato con entusiasmo e, pochi mesi dopo, è nato Doppio Taglio. Abbiamo girato l'Italia in lungo e in largo. L'Ordine Nazionale dei Giornalisti ci ha riconosciuto per i suoi crediti formativi e siamo stati invitati a rappresentare il nostro lavoro a Montecitorio”.

Nel suo spettacolo, affronta il tema della violenza contro le donne, non privilegia il racconto della vittima, né quello di un testimone, né, tantomeno, del carnefice. Evidenzia, invece, il racconto dei media che può plasmare la percezione del fatto. Com'è avvenuta la genesi di questa struttura narrativa?


“Ho, innanzitutto, cercato un pretesto narrativo che mi consentisse, in scena, di compiere un'azione materiale. È nata, così, l'idea di un laboratorio di maschere di cartapesta che costruisco, contemporaneamente, al dipanarsi del racconto. Nel frattempo, sullo sfondo, passano le stesse slides che la Gamberi presentava nella sua ricerca accademica, ma, questa volta, a commentarle ci sono Filippo Solibello e Marco Ardemagni, i due conduttori di Caterpillar AM Radio2Rai. Il tutto impreziosito dal grande regalo di Tanita Tikaram che ha voluto offrirci un suo bellissimo brano originale”.

Può una rappresentazione teatrale far sì che si ponga maggior attenzione ad un argomento sul quale non si fa mai abbastanza?
“Sì, certo. Però, io sono contraria alla spettacolarizzazione della violenza contro le donne e sto molto attenta a non farlo. Infatti, il nostro testo è documentale. La rappresentazione teatrale o televisiva è solo un mezzo per parlarne a tutti”.

Quanto per le donne può essere fondamentale un supporto delle istituzioni e di eventuali sportelli di aiuto psicologico affinché non vengano lasciate in balia di sé stesse e di non aspettare di essere massacrate di botte o ridotte in fin di vita per denunciare il fatto?
“Le cose stanno cambiando. C'è una consapevolezza che, prima, non esisteva, ma bisogna ancora lavorarci. Gli sportelli di aiuto sono importantissimi e invito tutte le donne che ne avessero necessità a contattarli con fiducia. Invito chi ha necessità ad offrire a questi sportelli che, spesso, vivono di volontariato, il proprio aiuto professionale o economico”.

Da autrice teatrale e radiofonica che, da sempre, si è distinta per la sua indiscussa capacità di fondere la forza dell'impegno e la leggerezza narrativa, con progetti volti al sociale, ha in mente di portare in scena altre tematiche che sappiano porre la luce dei riflettori a quelle forme di discriminazione e di violenza che vengono perpetrate ai danni di chi si impegna ogni giorno per difendere il diritto all'uguaglianza e all'accettazione nella società?
“Ho debuttato, l'anno scorso, con uno spettacolo teatrale che affronta le tematiche ambientali. S'intitola “Porto a Porto” ed è il racconto, supportato dalle musiche della mitica Banda Osiris, di una surreale circumnavigazione dell'Italia. Purtroppo, il Covid ci ha fermati dopo un bellissimo debutto al SUQ Festival di Genova, ma contiamo di riprendere in primavera”.

 

 




Lasciare un commento