Documè sospende la distribuzione del documentario di Amenta su Rita Atria
L’associazione Documé
, piccola ma agguerrità rete di distribuzione della documentaristica indipendente, ha recentemente sospeso la distribuzione del film documentario “Diario di una siciliana ribelle” (del 1998) di Marco Amenta, autore del film appena uscito nelle sale “La siciliana ribelle” ispirato alla vicenda di Rita Atria.
Queste le motivazioni:
"IN DATA 16 FEBBRAIO 2009 L’ASSOCIAZIONE LIBERA CI HA SEGNALATO IL SUO PIU’ AMPIO SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA DI RITA ATRIA, PROFONDAMENTE CONTRARIA AI MODI CON I QUALI IL DOCUMENTARIO “DIARIO DI UNA SICILIANA RIBELLE” E’ STATO REALIZZATO. ESSENDO OGGI DOCUME’ AL CORRENTE DI QUESTO ASPETTO E RISPETTANDO IL DISAGIO DELLA FAMIGLIA ATRIA, NON POSSIAMO CHE SOSPENDERE LA DISTRIBUZIONE DEL FILM IN ATTESA DI CHIARIMENTI E SVILUPPI".
A riaprire la vicenda dello scontro fra i familiari di Rita Atria e il regista (conflitto già emerso nel 1998 all’uscita del documentario) l’arrivo nelle sale del film “La siciliana ribelle” e la pubblicazione della lettera della nipote della Atria, Vita Maria (il testo della lettera
).
La vicenda era stata segnalata anche da TeleJato, che aveva mandato in onda due intervista, una alla madre di Vita Maria, Piera Aiello anche lei Testimone di giustiza tuttora sotto programma di protezione, e un’altra a Don Luigi Ciotti. Le due interviste, riportate poi su YouTube (dopo un intervento dei legali del regista del film) erano state oscurate dal network a poche ore dalla loro pubblicazione online. Le interviste sono ancora disponibili nell’archivio pubblico dell’emittente di Partinico TeleJato
.
