giovedì 23 luglio - Attilio Runello

Debito pubblico: incremento di 175 miliardi in dodici mesi

Secondo gli ultimi dati diffusi da Bankitalia, a maggio il debito pubblico è volato a 2.507,6 miliardi e ha registrato un nuovo massimo storico. Si tratta di un aumento di 40,5 miliardi rispetto ad aprile, quando fu pari a 2.467 miliardi. E su maggio 2019 l’incremento sale a 175,7 miliardi.

 

Il consiglio dei ministri ha appena approvato uno sforamento di altri venticinque miliardi.
In questi mesi di Coronavirus il Governo per sostenere le spese ad esso legate si è già indebitato per circa settantacinque miliardi e a breve raggiungerà i cento miliardi.
Unico elemento confortante è dato dai tassi di interesse abbastanza bassi con cui si sono ottenuti questi soldi, grazie al quantitative easing della BCE.
Questi soldi servono per far fronte a tutte le necessità legate al Coronavirus. Nel mese di maggio sono arrivate richieste di cassa integrazione per 849 milioni contro i 9 milioni di maggio 2019.

Parliamo dell’ammortizzatore sociale più conosciuto e diffuso, quello che assicura ai lavoratori dipendenti di aziende in crisi una indennità che nella migliore delle ipotesi può arrivare a 1200-1300 euro al mese, e che viene pagata in parte dalla fiscalità generale e in parte dalle aziende, con un prelievo legato al salario dei propri dipendenti. Erano state 832 milioni nel mese di aprile.


Questa cassa integrazione costa 

cinque miliardi al mese.
Il rincorrersi dalla fine di febbraio di decreti legge senza soluzione di continuità ha prodotto fino a oggi misure che quest’anno pesano per 179,5 miliardi sul saldo netto da finanziare e hanno assorbito più di 75 miliardi di disavanzo. Che per oltre un terzo (27,5 miliardi) sono serviti per puntellare gli ammortizzatori sociali e garantire sostegni ai redditi e alle famiglie.
Le previsioni del Pil del nostro 

paese per quest’anno sono di -12%.Questo comporterà anche un minore gettito fiscale.
Siamo appena usciti dal Coronavirus per scoprire che ci stiamo indebitando come non abbiamo mai fatto. I soldi che grazie all’iniziativa di Conte potrebbero arrivarci dall’Unione potrebbero bastare a mala pena per continuare a tappare i buchi della chiusura Covid-19.
Urgono piani concreti per consentire al paese di lavorare e accogliere turisti pur con una presenza di bassa intensità del virus. Senza continuare a dilapidare soldi.

Foto di Alexander Stein da Pixabay 




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