mercoledì 14 aprile - UAAR - A ragion veduta

Ddl Zan: Basta Fake News!

Da diverso tempo si sente molto parlare del “Ddl Zan”. Il dibattito su questo disegno di legge è molto ampio nell’opinione pubblica, e per la prima volta anche tanti personaggi pubblici (cantanti, artisti, chef della Tv, presentatori, ecc.) hanno preso posizione su questa proposta politica.

Ci sono politici (e non solo) però che stanno propagando troppe fake news su questo tema, avvelenando il dibattito pubblico e fomentando ancestrali paure umane.

Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza.

La cosa più importante da sapere sul Ddl Zan è che intende modificare delle leggi già esistenti (Legge Reale-Mancino e articoli 604 bis e ter codice penale): non crea né distrugge nulla. Non rivoluziona un bel niente. Semplicemente si comincia a prendere atto che, se dalla Convenzione di New York ’66 (“contro l’eliminazione di ogni forma di razzismo”) in poi, si può parlare di una legislazione anti-razzista, dopo quasi sessant’anni è il momento di aggiornarsi ed iniziare a tutelare anche altre minoranze ugualmente discriminate per caratteristiche individuali, quali quelle Lgbtqi+ e i disabili.

Con l’approvazione del Ddl Zan, un’aggressione motivata da omofobia (come quella che abbiamo visto succedere a Roma qualche settimana fa) sarà aggravata dall’art. 604 ter codice penale, e quindi punita più severamente (pena aumentata fino alla metà).

Con l’approvazione del Ddl Zan, la propaganda di odio omofobico o l’istigazione a commettere violenza contro taluno per motivi omofobici divengono (finalmente) reato.

Come vedete, modifiche davvero esigue a leggi che esistono da quasi cinquant’anni in questo paese.

Veniamo alle obiezioni.

“Incostituzionale! Si forniscono delle tutele maggiori agli omosessuali, bisessuali, transgender e disabili, rispetto agli eterosessuali, cisgender e agli abili! Vìola il principio di uguaglianza!”

Falso. La legge non parla di transessualità od omosessualità. Non parla di transfobia ed omofobia.

La legge cita “sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità”, definendoli al primo articolo. Per cui anche le persone eterosessuali e/o cisgender, nell’assai remota circostanza in cui dovessero essere aggrediti per tale loro condizione, godrebbero della tutela rafforzata della Legge Zan.

“È una limitazione della libertà di manifestare il proprio pensiero! È una legge bavaglio e liberticida! Si vuole indottrinare il popolo con il politically correct!”

Anche qui, molto falso. Gli stessi argomenti sono stati negli anni usati contro la legge Reale-Mancino dai vari razzisti che hanno dovuto affrontare dei processi penali per reati di odio. Ebbene, la giurisprudenza e la Corte Costituzionale hanno sempre risposto in modo molto semplice a queste accuse: l’odio non è un’opinione. La tua libertà di sparare minchiate si arresta nel momento in cui propagandi odio nei confronti di una minoranza, in modo tale da mettere in pericolo le persone ad essa appartenenti.

Curioso che si parli di limitazione alla libertà quando in realtà questa legge punisce l’odio motivato da omolesbobitransfobia. Anche la Cei e ProVita sono intervenuti per dire questa cosa. Domanda: volete forse essere ancora liberi di fare dei roghi di omosessuali in piazza? Come mai non siete intervenuti negli anni ’90 quando il decreto Mancino introdusse tra i motivi di discriminazione della legge Reale, anche quelli Religiosi? “Legge inutile. C’è già tutto nel codice penale. Non c’è bisogno di nuovi reati”.

Magari fosse così. Purtroppo non lo è. Il nostro diritto penale è fondato sul principio di stretta legalità, per cui quando si tratta di reati vanno specificati esattamente e precisamente. Le altre aggravanti e gli altri reati (pur con isolati sforzi da parte di qualche giudice di merito) non si applicano ai casi che coprirebbe questa legge.

“Questa legge porterà alle adozioni gay, all’utero in affitto e al regno di Satana”.

Il tema della famiglia omogenitoriale non è affatto toccato da questa legge. Questa è anzi la classica fallacia argomentativa della brutta china o del piano inclinato, che logicamente è un assurdo. Infatti, per riformare – come si dovrebbe – il diritto di famiglia italiano, è necessaria una nuova legge. Tutto il resto è fuffa argomentativa.

“I soliti di sinistra che anziché pensare ai problemi veri delle persone, si occupano di omofobia e Ius Soli. È di ben altro che abbiamo bisogno!”.

Il benaltrismo. Una tattica dell’argomentazione per sviare completamente dal merito del provvedimento, ridicolizzandolo e scartandolo per la sua scarsa importanza.

Il Ddl Zan cerca di dare attuazione concreta al principio di uguaglianza, al principio della pari dignità sociale fra tutte le persone, dando maggior protezione a persone discriminate per sesso, genere, identità di genere, orientamento sessuale e disabilità. Una legge simile si cerca di approvarla da trent’anni, e ancora l’altro ieri è nuovamente slittato l’avvio della discussione in Senato. C’è davvero qualcosa di più impellente che estendere i diritti? C’è davvero qualcosa di più urgente dell’attuazione del principio di uguaglianza?

Concludo dicendo che oltre ad essere una battaglia di civiltà, di uguaglianza e di progresso, l’approvazione del Ddl Zan è – evidentemente – anche una battaglia di laicità dello Stato. Gli omosessuali infatti, come pochi altri, hanno subito discriminazioni e violenze di ogni genere (roghi e deportazioni in campi di concentramento inclusi), scaturite da pregiudizi ignoranti e/o falsi insegnamenti religiosi (si pensi all’episodio biblico di Sodoma). È tempo di dare pari dignità a tutte le persone, a prescindere da antiche storie su angeli e piogge di fuoco.

Alessandro Cirelli

 




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