giovedì 11 giugno 2015 - Phastidio

Dati Istat. Una ripresa strisciante

Come comunica Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,3% rispetto a marzo. Le attese erano per un incremento dello 0,3%. Nel trimestre febbraio-aprile 2015 l’incremento di produzione è stato dello 0,5% sul trimestre novembre 2014-gennaio 2015. Su base tendenziale, cioè annuale, e corretto per gli effetti di calendario, la produzione industriale è aumentata di un poderoso 0,1%. Non è neppure rumore statistico, diciamo. Nella media dei primi quattro mesi dell’anno la produzione è diminuita dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Che dire, quindi?

Intanto, che nulla è cambiato, rispetto a quello che vi diciamo da tempo: non esiste alcuna ripresa industriale sostanziale di questo paese. Scavando tra i settori produttivi, si nota che ad aprile la “fabbricazione di mezzi di trasporto” è aumentata dell’1% rispetto al mese precedente, portando il progresso su base annuale al 17%. Questo conferma quanto detto giorni addietro: il settore auto sta spingendo la produzione industriale ma, quando saremo arrivati al “volo livellato”, questa spinta verrà meno.

Altra cosa da commentare è la ormai conclamata incapacità delle stime “rapide” di Confindustria e del suo centro studi a prevedere l’andamento della produzione industriale mese per mese. Non è “colpa” del CSC, ma resta qualcosa su cui riflettere. Se invece volete trovare aspetti positivi, consolatevi con l’indagine presso i direttori acquisti di imprese manifatturiere, elaborato dalla società specializzata Markit, che è considerata una proxy dell’andamento della produzione industriale e che per l’Italia prevede crescita, come del resto per tutta l’Eurozona, e che a maggio ha indicato la maggiore espansione dell’ultimo quadriennio, spinta soprattutto da nuovi ordini all’export. Se sono rose, eccetera eccetera, anche se il contesto domestico resta esangue. A margine, segnaliamo che la stessa metodologia di indagine mostraespansione per le imprese di servizi e contrazione per quelle del commercio al dettaglio. Qualcuno lo avrà detto a Confcommercio, impegnata a blandire il governo per ottenere quello che non otterrà, cioè tagli di imposte?

Ultima cosa: oggi non sentirete scimmiette, cocoriti, disc jockey e cretinetti esercitarsi nell’abituale lancio dell’Ansa. La cosa non stupisce ed è ormai stucchevole, quindi meglio non perderci troppo tempo.




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