Danni ambientali in Italia: oltre il 70% causato dalle imprese, solo lo 0,64%
Un allarmante quadro emerge in Italia riguardo ai danni ambientali: oltre il 70% di questi incidenti è imputabile alle attività delle imprese, con conseguenze spesso devastanti sia per l'ambiente che per le aziende stesse. Ogni anno, tra i 700 e i 1.200 casi di contaminazione ambientale sono direttamente riconducibili a imprese "regolari", escludendo condotte criminali. Il costo del ripristino ambientale è spesso così ingente da spingere molte aziende al fallimento.

Nonostante la gravità della situazione, i dati rivelano una preoccupante carenza di preparazione: solo lo 0,64% delle imprese italiane possiede una polizza assicurativa per i danni alle risorse naturali. Questo significa che nel 99% dei casi, le aziende coinvolte in incidenti ambientali si trovano ad affrontare spese impreviste che possono ammontare a milioni di euro, compromettendo seriamente la loro liquidità e solidità finanziaria. Le ricadute non si limitano all'impresa, ma si estendono ai posti di lavoro, al tessuto economico e sociale del territorio, e infine alla spesa pubblica, poiché gli interventi di bonifica sono spesso finanziati dallo Stato. Si stima che tra le 10.000 e le 20.000 imprese siano fallite a causa dei costi di bonifica tra il 2006 e il 2023.
"Le misure contenute nel nostro decalogo sono solo il punto di partenza per una regolarizzazione dei modus operandi aziendali. L'opportunità più decisiva resta comunque la sottoscrizione di una polizza assicurativa", dichiara Roberto Ferrari, Responsabile sinistri di Pool Ambiente, consorzio di coassicurazione e centro d'eccellenza nazionale sui rischi di responsabilità ambientale.
In questo contesto, Pool Ambiente ha elaborato un "Decalogo per la Tutela delle Risorse Naturali", un vademecum di azioni prioritarie per le imprese volto a prevenire e gestire efficacemente i rischi ambientali. L'obiettivo è sensibilizzare le aziende sull'importanza della prevenzione e dell'assicurazione per proteggere sia l'ambiente che la propria stabilità economica.
"Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare", ha ricordato Roberto Ferrari, citando Andy Warhol, sottolineando come la tutela del pianeta sia una forma d'arte essenziale per la funzionalità degli ecosistemi.
Il Decalogo di Pool Ambiente: dieci passi per la prevenzione
Il decalogo di Pool Ambiente individua dieci interventi chiave per una gestione efficace dei rischi di responsabilità ambientale:
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Mappatura proattiva: Identificare le potenziali sorgenti di rischio e gli scenari di danno ambientale.
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Affidabilità tecnica: Effettuare manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti e dispositivi secondo le indicazioni del costruttore e le migliori pratiche.
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Gestione responsabile: Introdurre procedure che garantiscano il rispetto di raccomandazioni e linee guida di settore, anche per sostanze non normate.
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Linee Guida: Adottare la PdR UNI 107/2021 «Ambiente protetto – Linee guida per la prevenzione dei danni all’ambiente».
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Tutela assicurativa: Stipulare una Polizza di Responsabilità Ambientale.
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Formazione specializzata: Garantire formazione e addestramento adeguato del personale per la gestione dei rischi e delle emergenze.
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Interventi mirati: Prevedere la conversione/sostituzione di elementi monoparete interrati o appoggiati al terreno con elementi a doppia parete con controllo continuo delle perdite.
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Protezione strutturata: Prevedere un bacino di contenimento adeguatamente dimensionato e impermeabilizzato per gli elementi fuori terra.
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Controllo operativo: Adottare misure per evitare o contenere sversamenti durante le operazioni di carico e scarico.
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Intervento immediato: In caso di incidente con sversamento di sostanze, chiamare una società di pronto intervento per contenere la contaminazione.
Pool Ambiente auspica una maggiore diffusione del decalogo e un notevole aumento delle polizze di responsabilità ambientale nei prossimi anni. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso misure mirate, come la valorizzazione della stipula dell'assicurazione nel rating ESG, nel Report di Sostenibilità e nell’applicazione del Regolamento Tassonomia. Secondo Ferrari, è fondamentale sviluppare un'azione coordinata, a livello nazionale ed europeo, per promuovere la consapevolezza del rischio ambientale e una maggiore cultura assicurativa.
