mercoledì 7 aprile - Andrea Campiotti

“Da Zero alla Luna”: un viaggio alla scoperta della blockchain

La blockchain non è solo Bitcoin: le applicazioni sono molte e non tutte strettamente legate al settore delle criptovalute. Cresce l’attenzione dei media sul tema, ma sono ancora poche le iniziative in ambito accademico

La blockchain, la tecnologia alla base dei Bitcoin e delle altre criptovalute, si sta diffondendo in modo capillare, le sue applicazioni sono innumerevoli e toccano svariati settori di interesse non solo economico, ma anche scientifico. Tuttavia, nonostante l’attenzione dei media sul tema sia di gran lunga cresciuta rispetto a qualche anno fa, la maggior parte delle persone non sono ancora informate sulle molteplici opportunità offerte dalla blockchain e le iniziative in ambito accademico stentano a decollare. Ne parliamo con Gian Luca Comandini, docente universitario, divulgatore scientifico e membro della task force di esperti in blockchain del Ministero dello Sviluppo economico. Inserito nel 2019 da Forbes nella classifica dei 100 Undert30 più influenti in Italia e da Millionaire tra i 15 giovani che cambieranno il nostro Paese, ha pubblicato nel 2020 il suo primo libro, “Da Zero alla Luna. Quando, come, perché la Blockchain sta cambiando il mondo”, edito da Flaccovio Editore.

Il tuo libro è un viaggio per conoscere la tecnologia blockchain e le sue numerose applicazioni. Appare tuttavia evidente che per approcciarsi al tema occorre acquisire un linguaggio tecnico specifico. Quanto è importante la formazione?

La formazione è fondamentale e in Italia, purtroppo, siamo ancora molto indietro. Nel resto del mondo numerose università organizzano già dei corsi in blockchain. Da noi esistono iniziative private ma poche di queste sono in ambito accademico. Tuttavia vorrei sottolineare che non è necessario essere programmatori o esperti di coding; anche economisti, giuristi e manager avranno bisogno di avvicinarsi al settore e non necessariamente dal punto di vista tecnico.

Cosa consigli ad un giovane che vuole approcciarsi alla materia o che intende studiarla?

Consiglio di iniziare leggendo e studiando da autodidatta su siti autorevoli del settore come, ad esempio, Cointelegraph, di seguire il tema sui social network e poi, qualora decidesse di specializzarsi in questa materia, di frequentare uno dei tanti corsi online o in presenza organizzati in Italia. Dal punto di vista qualitativo, il corso più completo rimane ad oggi il Master in Blockchain Technology organizzato dalla Blockchain Management School.

Nel tuo libro definisci la blockchain una, se non, la più grande invenzione tecnologica del secolo, finanche superiore a Internet e dalla portata rivoluzionaria. Come si racconta una rivoluzione tecnologica in atto, ma che rimane ai più oscura?

Si racconta “urlandola”! A mio avviso, siamo maledettamente in ritardo: esiste da ben tredici anni e noi ancora non ne abbiamo compreso forse neanche il 5 per cento della sua utilità. Bisogna correre e promuovere l’alfabetizzazione di cittadini e imprese su un tema così importane che ci travolgerà più di quanto abbia fatto Internet.

Le auto prodotte dalla Tesla, la società tecnologica dell’imprenditore visionario Elon Musk, saranno presto acquistabili attraverso i Bitcoin. Pensi che in futuro potremmo acquistare beni di vario tipo, dalle auto al cibo, attraverso le criptovalute?

Assolutamente. Anzi, credo che siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Non so se sarà Bitcoin la criptovaluta utilizzata per acquistare beni simili, ma in futuro le criptovalute saranno a tutti gli effetti l’asset monetario maggiormente impiegato per qualsiasi tipo di transazione, anche di tipo commerciale.

Il Liechtenstein ha approvato la prima legge al mondo sulla tecnologia blockchain denominata “Legge sui Token”, entrata in vigore nel gennaio 2020. Lo scorso 1° febbraio in Svizzera è entrata in vigore la prima parte di un più ampio progetto di legge al quale il Paese sta lavorando. A che punto siamo in Italia?

Da oltre due anni è presente, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, una task force di esperti in blockchain, di cui faccio orgogliosamente parte. A febbraio 2019, abbiamo approvato una delle prime leggi al mondo in materia di blockchain e smart contracts. Stiamo continuando a lavorare intensamente per far sì che il nostro Paese possa primeggiare a livello globale sotto vari profili, non solo su quello normativo.

A conclusione del tuo libro scrivi che la maggior parte delle “soddisfazioni” arriveranno dalle applicazioni della blockchain nel settore bancario, in quello assicurativo e nei trasporti, perciò al di fuori di quello criptovalutario, al quale è sempre associata tale tecnologia. E nella sanità? Si può pensare ad un sistema di tracciamento dei soggetti che contraggono il COVID-19 basato sulla tecnologia blockchain?

Quello sanitario sarà, a mio parere, uno dei settori maggiormente interessati dalla blockchain. Più che per il tracciamento dei contagiati di COVID-19 su cui ormai siamo in ritardo, immagino la possibilità di una cartella clinica elettronica decentralizzata e criptata che possa rendere ogni paziente realmente proprietario dei propri dati. Oppure, si potrebbe impiegare la blockchain per il tracciamento sicuro dei farmaci al fine di evitare le tante truffe effettuate ai danni della sanità pubblica.

Anche il diritto d’autore potrebbe essere impattato da questa tecnologia. Recentemente la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) ha annunciato di voler creare una piattaforma basata sulla tecnologia blockchain con l’obiettivo di gestire in modo trasparenti i diritti d’autore.

Si tratta di un passo epocale per il nostro Paese. È la prima volta che i diritti d’autore vengono gestiti attraverso una piattaforma blockchain-based. Si chiama Algorand ed è stata realizzata con il supporto della società di consulenza e sviluppo Blockchain Core, di cui sono socio fondatore.

Quando la blockchain entrerà a far parte della nostra quotidianità? Prendendo spunto dal titolo del tuo libro, quanta strada ci manca per arrivare sulla “Luna”?

Manca poco! Sta accadendo più velocemente del previsto. Mi aspetto che entro i prossimi tre anni ciascuno di noi potrà avere a che fare quotidianamente con smart contracts, criptovalute e altre applicazioni della blockchain. Chi non sale sul razzo ora, rischia l’estinzione!

 

Foto d'intestazione: ©Andrea Campiotti




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