giovedì 4 febbraio - Gerardo Lisco

Crisi di Governo: i primi effetti della vittoria di Biden

Lo dice chiaramente l’esponente della Lega Giorgetti quando in un’intervista rilasciata al Corriere della sera dichiara riferendosi a Salvini: "Tre mesi fa gli ho detto; guarda che tu devi sperare che vinca Joe Biden. E sai perché? 

Perché Matteo Renzi è suo amico, o almeno crede di esserlo, e con lui alla Casa Bianca si sentirà più forte, penserà di avere l'arma nucleare, e magari sarà disposto a forzare la mano e a rischiare. Sta accadendo". Il punto non è se Renzi è amico o meno di Biden, la questione è che Renzi è il riferimento politico di una serie di interessi economici, finanziari e mediatici che hanno puntato sulla vittoria di Biden scommettendo sul ritorno della Globalizzazione tout court per recuperare quel minimo di terreno perduto in questi anni.

Il piccolo cambiamento delle politiche dell’Unione Europea, al quale abbiamo assistito, non è dovuto alla vittoria di Biden negli USA ma alla guerra commerciale condotta da Trump all’UE e in particolare al mercantilismo tedesco. Il mercato USA è fondamentale all’economia esportatrice tedesca. La chiusura parziale di quel mercato ha imposto alla Germania di ripensare la propria posizione all’interno dell’Unione Europea. Per reggere la concorrenza e contare a livello mondiale una U.E. franco – tedesca ha bisogno anche di Italia e Spagna, paesi che non solo hanno un notevole peso economico ma possono essere mercati di consumo per l’export tedesco sostituendo il mercato USA.

Recovery Found e ruolo della BCE sono i segnali più importanti dati in questi mesi di crisi economica e pandemica di una inversione di tendenza nelle politiche economiche e finanziarie fin qui adottate dall’UE. La vittoria di Biden, con la possibile riapertura del mercato USA all’export tedesco e il ritorno al multilateralismo, indebolirà i tentativi europei di integrarsi in senso anche politico e non solo monetario. 

Se l’UE si dotasse di politiche comuni incrementando le relazioni con la Cina e l’India, l’area mediterranea sarebbe una temibile concorrente degli USA. La vittoria di Biden ha ridato fiato a quegli interessi nazionali che dal multilateralismo Yankee hanno molto da guadagnare. Con relazioni multilaterali gli USA inizieranno ad operare spingendo i Governi degli Stati che compongono l’UE a trattare singolarmente per cui verrà meno la necessità di integrare l’U.E.. Ogni Governo tratterà con gli USA rispetto ai propri interessi particolari. A titolo di esempio la Germania potrebbe rinegoziare i dazi sull’export di automobili tedesche verso gli USA. La vittoria di Biden riaprirà il dossier relativo al Trattato di libero scambio del Nord Atlantico il cosiddetto TTIP. Non credosia un caso che gli unici provvedimenti proposti dalla Bellanova riguardino lo sdoganamento degli OGM in agricoltura. 

In sostanza se l’UE ha provato a cambiare qualcosa è stato essenzialmente a causa della paura delle elites europeiste dell’avanzata dei nazionaliberisti e della guerra commerciale condotta da Trump contro i singoli Stati dell’U.E., Germania per prima. La vittoria di Biden è stata vista, dalle elites nazionali neoliberali e globaliste, come la sconfitta definitiva di quei movimenti politici definiti sovranisti e populisti da qui l’inutilità del Governo Conte e la necessità di un Governo tecnico o di unità nazionale garante del nuovo corso politico ed economico che vede il ritorno alla grande della globalizzazione senza regole.

Il MES è lo strumento principale che le elites nazionali chiedono a gran voce perché è solo con l’indebitamento pubblico che sarà possibile giustificare successive politiche di riduzione della spesa per il sociale, moderazione salariale, riduzione della pressione fiscale a favore dei redditi alti in nome della teoria dello sgocciolamento, creare condizioni per nuovi mercati nello specifico quello sanitario, delle pensioni e delle assicurazioni.

A livello di UE la vittoria di Biden indebolisce e non rafforza il processo di integrazione e di unificazione dell’UE. Ogni Stato si sentirà legittimato a porre in campo politiche economiche capaci di riposizionarlo rispetto al mercato USA. Giorgetti, persona intelligente che conosce bene il sistema economico tosco – padano si rende perfettamente conto che la vittoria di Biden non favorisce il governo M5S – PD – LeU ma la Lega.

Le risorse finanziarie messe in campo dall’UE, se utilizzate per ricostruire la coesione nazionale recuperando anche il Mezzogiorno sottraggono risorse alla Padania, parte integrante del sistema produttivo tedesco e del suo export per cui quest’ultima ha tutto l’interesse alla riapertura del mercato USA invece di scommettere sul Mezzogiorno d’Italia. Per realizzare gli obiettivi dell’elettorato leghista meglio Biden che Trump e meglio un governo tecnico che un Governo Conte sorretto da PD- M5S e Leu. Essendo questo l’obiettivo che Renzi e Salvini perseguono, rappresentando gli stessi interessi, non potevano che diventare alleati. La crisi di Governo aperta da Renzi mira a tirare dentro anche la Lega non a caso ha proposto una Bicamerale per il Recovery Found la cui presidenza è da affidare ad un rappresentante dell’opposizione.

Foto: Wikimedia




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