venerdì 15 febbraio - Camillo Pignata

Crisi Francia-Italia figlia dell’ignoranza

La Francia ha richiamato il proprio ambasciatore per consultazioni. Un fatto grave, ma che diventa gravissimo, perché non è figlio della politica, ma della sete di voti e di potere. Non a caso nasce e si sviluppa al di fuori del circuito istituzionale, del circuito politico, ma in un circuito di marketing elettorale, di propaganda politica.

E così questa crisi, non è una crisi tra due stati, non è una crisi tra due partiti, ma tra due comitati elettorali tra due fabbriche di consenso, perché questo sono Macron, Lega e Mov5s, perché questi sono i partiti oggi, fabbriche di consenso.

E’ chiaro che in tale ambito le proposte, le iniziative politiche non vengano concepite, in funzione dell’interesse del paese, ma in in funzione della conquista di voti, dell’interesse del partito, della conservazione e conquista del potere.

Di Maio si è creato il nemico Francia, per recuperare voti su Salvini. Macron si è creato l'Italia come nemico, per recuperare voti sulla Le pen e spaccare i gilet gialli sul fronte patriottico. E se essa sarà gestitasecondo canoni elettoralistici più che istituzionali, sarà una crisi difficile da ricucire.

Quando i due paesi abbasseranno i toni, lo faranno solo per far voti non per ricucire. Salvini convoca il collega francese, ma lo fa buttandogli la polvere negli occhi ricordando tutti i motivi di contrasto, le ragioni di scontro più che le ragioni di incontro. Ma non solo di questo si tratta.

In questa crisi c'è la puzza di ignoranza e di incoscienza per gli effetti politici nella costruzione di una nuova europa ed economici sull'interscambio ingente tra Francia ed Italia. Si può riformare l’Europa in senso sovranista od europeista al di fuori del recinto istituzionale politico, nel perimetro della propaganda del teatro della politica?

Gli attacchi del mov5s e la risposta della Francia non sono nate da un contrasto di interessi, di vedute sul presente e futuro dell Europa. Macron e di Maio sono entrambi europeisti, se si scontrano, resta pregiudicata ogni modifica europeista della UE.

Gli attacchi del MOV5S alla Francia sul franco Cfa e sul ruolo colonialista francese in Africa non hanno costruito niente, non hanno sollevato alcun problema sulla scena intenazionale ed europea. E' mancata la proposta, la interlocuzione con gli alleati sono rimasti quelli che erano miseri spot elettorali. Pesanti anche le ripercussioni economiche.

Secondo gli ultimi dati pubblicati dalle Dogane francesi e relativi al 2017, l'interscambio totale degli scambi Francia-Italia (Import + Export) è stato di 76,6 miliardi di euro, in aumento dell’8,3% rispetto al 2016.

Un conto salato presentato al popolo italiano.

 

 

 

 




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