lunedì 4 maggio - Antonello Laiso

Covid e neorealismo 2020

Ricordo bene quella signora, era scesa da un auto molto sgangherata e con un ruotino di scorta montato al posteriore, auto parcheggiata a pochi metri dalla mia.

La ritrovo dopo circa 20 minuti alla cassa di uno dei tanti supermercati dove ci si reca per l'indispensabile spesa per la vita quotidiana. Quello stesso quotidiano bloccato, che non ci permette di fare diverse attivitò, dal lavoro che gia non c'era, ma almeno c'era la speranza di potersi arrangiare, come succede a tanti lavoratori nella nostra Regione.
 
Il display alla cassa segna 31,70 euro, una spesa modica, in quel carrello guardato con un occhio che si posa e documenta l'indispensabile: pasta, olio, pane, pelati, qualche confezione di carne e qualche pacco di biscotti.
 
La signora con espressione imbarazzata e timida dice alla cassiera di avere 30 euro e di aver dimenticato il bancomat per cui toglierà un prodotto dal carrello per arrotondare il prezzo finale alla sua disponibilità.
 
Le signore ed i signori in fila osservano, muti, con quello sguardo di cui solo noi napoletani conosciamo il significato, quello sguardo misto tra il compassionevole di compartecipazione ed allo stesso tempo di umiliazione e di imbarazzo per quella donna, una mamma dall' aspetto minuto, senza un filo di trucco, di circa 40 anni, che dovrà togliere, dalla già non lauta spesa, un quid, magari quel pacco di biscotti per suo figlio piccolo. Un qualcosa che rattrista, che non era raro vedere prima del covid, ora in particolar modo, in queste circostanze è ancora meno raro.
Quel lavoro-non lavoro magari perso, ma che dava quel piccolo sostentamento, ovvero l'illusione di poter andare avanti con tante e tante difficoltà, magari, non esiste piu.
In quei pochi e interminabili attimi d'imbarazzo per la signora, con le guance diventate rosse per lo "scuorno", si leva la voce di un signore dalla fila: "Signora, signora, guardi che quando ha aperto il borsellino le è caduta a terra 10euro, sono vicino ai suoi piedi, la raccolga.
La signora, ancora più imbarazzata, guarda ai suoi piedi e nota una banconota da 10 euro, sa che non le appartiene, si fa forza, quella forza del bisogno. Si china, la prende, ringrazia dai suoi occhi diventati lucidi che parlano. 
Una scena si direbbe di un neorealismo degli anni 50, diventata scena vera degli anni 2020, nell'anno del virus maledetto che ha sconvolto quelle vite fragili, già non facili, che ha sconvolto le famiglie, le madri, i padri e i figli.
Vogliamo sperare fortemente non per sempre. 
 
 



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