mercoledì 7 ottobre - paolodegregorio

Costituzionalizzare la legge elettorale

La legge più importante, che consegna al “popolo sovrano” il potere di eleggere la classe politica, ha bisogno assoluto di essere elevata al dettato costituzionale che la sottragga ai continui cambiamenti, a cui la condannano le manovre dei partiti politici secondo le convenienze del momento. 

Ecco il riepilogo: 1946-1994 proporzionale puro 1994-2005 Mattarellum 2005-2014 porcellum dal 2018 ad oggi Rosatellum Dal 2014 al 2017 si parlò di Italicum che fu fatto abortire dalla Corte Costituzionale Senza entrare nel merito delle regole delle varie leggi elettorali, c’è una esigenza di funzionamento della democrazia repubblicana che sottragga ai partiti veti o ricatti incrociati, trattative sotto banco, in tema di legge elettorale, dove si è dimostrato che, su un tema che riguarda tutti i cittadini, i partiti politici si sono dimostrati incapaci di trovare una soluzione “super partes” nel solco della Costituzione e nell’interesse generale. Deve prendere forma un percorso di “costituzionalizzazione” di una nuova legge elettorale che parta dalla società civile con l’obiettivo di nominare, da parte del Capo dello Stato, un ristretto numero di “saggi”, di limpida indipendenza e sapienza costituzionale, in grado di formulare una nuova legge elettorale da proporre all’approvazione del Parlamento. Chi desidera che i cittadini partecipino con passione alla vita politica deve offrire l’opportunità di disporre di una legge elettorale comprensibile per tutti, che garantisca la governabilità, assomigli magari alla elezione dei sindaci dove i primi due per numero di voti vanno al ballottaggio e chi vince governa, La Costituzione, integrata con una nuova legge elettorale, andrebbe studiata nella scuola dell’obbligo, ma ho l’impressione che l’attuale politica preferisca giovani ignoranti e disinformati, più adatti a fare i sudditi che i protagonisti del proprio futuro.

Paolo De Gregorio

Foto di jessica45 da Pixabay 




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