mercoledì 25 marzo - La bottega del Barbieri

Coronavirus | Cesena: il caso Soilmec e la salute

… di chi lavora (che per i padroni conta poco: come sempre)

di Davide Fabbri

 

SOILMEC DEL GRUPPO TREVI. BEN SETTE CASI DI POSITIVITA’ DA CORONA VIRUS. NON E’ UNA FABBRICA CON ATTIVITA’ ESSENZIALI. SOILMEC HA CHIESTO AL PREFETTO DI CONTINUARE L’ATTIVITA’
Soilmec spa fa parte del gruppo internazionale Trevi spa, fondato dalla famiglia Trevisani (dei fratelli Davide e Gianluigi Trevisani). Soilmec spa ha sede a Cesena, in via Dismano, a Pievesestina. E’ un’azienda metalmeccanica specializzata nella progettazione, costruzione e commercializzazione di impianti e attrezzature per l’ingegneria del sottosuolo. Impianti per le fondazioni profonde. La Soilmec spa nasce nel 1969 ed ora conta circa 300 dipendenti nella sede di Cesena (escluse le filiali) con circa la metà dei dipendenti in ufficio e il restante in produzione. Tutti i dipendenti degli uffici al momento sono a casa e lavorano tramite smart working. Gli operai e i magazzinieri – al contrario – sono in officina; qualcuno si è preso le ferie per allontanarsi dall’azienda, visto che ad oggi non sono state prese misure rigorose (dal punto di vista precauzionale) a difesa degli stessi, tranne chiudere la mensa e gli spogliatoi (spazi comuni) e dotarli di mascherine e guanti.


I casi di positività da corona virus ad oggi sono ufficialmente ben sette. Le persone contagiate appartengono tutte all’ambito commerciale-impiegatizio degli uffici. A quanto mi risulta tutti hanno rispettato il periodo di quarantena.
Dopo il primo contagio – accertato il 14 marzo scorso – l’azienda ha mandato a casa tutti gli impiegati, attivando lo smart working, come già detto. Gli ambienti di lavoro degli uffici sono stati sottoposti a sanificazione; si sta procedendo a tale sanificazione anche negli ambienti produttivi.
Il settore di attività dell’azienda non rientra nell’elenco delle attività produttive di beni e servizi essenziali dell’ultimo decreto DPCM pubblicato dal Governo Conte il 22 marzo scorso. Pertanto la Soilmec spa – dato che ha l’intenzione di rimanere aperta – ha inoltrato la domanda al Prefetto di Forlì-Cesena, al fine appunto di proseguire l’attività lavorativa, sostenendo di trovarsi nelle condizioni previste dall’articolo 1 lettera h) del sopracitato DPCM, che alla lettera h) recita testualmente: “Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della Provincia ove sono ubicate le attività produttive”. Il settore lavorativo della Soilmec spa – lo vedete dalle foto in fondo – è «Fabbricazione di macchine da miniera, cava e cantiere» con relativa assistenza tecnica. Non pare che possa rientrare nell’ambito delle attività essenziali indicate nell’ultimo decreto governativo.

Finchè non arriva la risposta dal Prefetto Antonio Corona l’azienda può rimanere aperta. In più vale l’eventuale principio del silenzio-assenso. Si invita pertanto il Prefetto della nostra Provincia a evitare di far applicare il silenzio-assenso, prendendo una posizione limpida e ineccepibile, in merito alla richiesta di Soilmec spa.

Cesena, 25 marzo 2020

Davide Fabbri, blogger indipendente




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