lunedì 11 settembre - Doriana Goracci

Consenziente

Avevo 19 anni Era un pomeriggio del 1969 e non c'era internet e il telefonino. Tornavo con i miei in auto da una giornata fuori Roma, chiesi loro di lasciarmi a Largo Millesimo che mi facevo 2 passi (e telefonavo al fidanzatino da un apparecchio al muro del bar).
Sarò stata dieci minuti e mi sentivo "guardata" pesantemente. Decisi di prendere una strada meno frequentata dai ragazzi, prima di arrivare alla mia che sarà stata neanche a 500 metri, in via Cairo Montenotte. Feci la strada delle scuole, dove non c'era nessuno e capii dopo poco di essere seguita, non mi sono voltata, ho affrettato il passo... lo affrettò pure lui, cambiai marciapiede, lo cambiò pure lui, decisi di correre, in mezzo alla strada, che almeno una macchina si sarebbe fermata nella strada deserta, correva anche lui dietro di me, arrivai col fiato in gola al portone e citofonai, civico 27: ce l'avevo fatta. Aspettavo l'ascensore e sentii aprire il portone, non si era richiuso automaticamente.
JPEG - 585.9 Kb

Come al solito non avevo addosso gli occhiali da miope che mi servivano ma era lui: avanzò, con un impermeabile nocciola, un ragazzo giovane, con il fiatone come me. Mi spinse sotto la rampa delle scale ansimava si era aperto i pantaloni mi cominciò a toccare tutta e mi alzò la maglia acchiappandomi il seno senza dire nulla.
 
Non mi uscì un fiato un movimento una parola un singhiozzo un urlo soffocato, niente, ero come una pupazza mi salvò dallo stupro un signore del primo piano che scese le scale a piedi, capì e lo rincorse: mi era andata bene. Non riuscì ad acciuffarlo, quando salii a casa piansi e mi veniva da vomitare per la stanchezza e da allora non sopporto correre che qualcuno mi stia dietro che qualcuno mi dica di tacere, di stare zitta.
Ero come morta ma io sono viva e non scordo. Altro che consenziente.
10 settembre 2017



Lasciare un commento