lunedì 8 aprile - UAAR - A ragion veduta

Congresso di Verona: opposizione trasversale del Governo con il sostegno di tre ministri

Il Congresso mondiale delle famiglie, l’appuntamento degli integralisti anti-gay e ostili ai diritti delle donne che si è tenuto a Verona a fine marzo, ha trovato una trasversale opposizione dalle forze politiche e prese di distanza imbarazzate da parte del Governo, nonostante il sostegno di ben tre ministri dell’attuale esecutivo.

 Dalla presidenza del Consiglio, i sottosegretari Stefano Buffagni e Vincenzo Spadafora hanno espresso la propria opposizione all’evento. Posizioni critiche sono state espresse da diversi esponenti M5S, come il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, la ministra della Salute Giulia Grillo; anche il vicepremier Luigi Di Maio ha polemizzato arrivando a parlare di “destra degli sfigati”. Il Movimento 5 Stelle ha preso le distanze dall’evento di Verona, posizione ribadita anche nel corso di un convegno dedicato all’Agenzia Nazionale per i Giovani, svoltosi negli studi di Cinecittà a Roma.

Proprio sulla questione del patrocinio è infine intervenuto persino il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ha confermato che il governo non ha concesso alcun sostegno e che si era trattato di una iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana. Il governo ha poi diffidato gli organizzatori dall’usare la dicitura e il simbolo della presidenza del Consiglio, i quali si sono dovuti fregiare solo dei riferimenti del Ministero della Famiglia.

Non sono mancate contestazioni al World Congress of Families anche dall’opposizione. La deputata Pd Giuditta Pini ha presentato una interrogazione al governo in merito al sostegno istituzionale alla manifestazione. La senatrice Monica Cirinnà (Pd) è intervenuta a difesa della ricerca su omofobia, razzismo e bullismo nelle scuole commissionata dalla Regione Umbria, la cui diffusione era stata fermata a causa dell’opposizione degli integralisti cattolici e del senatore leghista Simone Pillon. Cirinnà ha inoltre presentato una mozione per revocare ogni forma di patrocinio al World Congress of Families, sostenuta da Emma Bonino (+Europa), Loredana De Petris (LeU), diversi esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle (come Paola Nugnes). Nella mozione si fa notare che il patrocinio è “oltremodo grave, nonché lesivo dei principi costituzionali e convenzionali”. Il nuovo segretario Pd Nicola Zingaretti è intervenuto e l’Assemblea nazionale del Pd ha deciso che il partito sarebbe stato presente alla manifestazione che si è tenuta a Verona per contestare il convegno integralista. Proprio il 30 marzo c’è stata inoltre la partecipatissima manifestazione di protesta contro il congresso integralista, cui hanno aderito diversi movimenti e associazioni (compresa l’UAAR). Tra i politici presenti Laura Boldrini, Monica Cirinnà, Livia Turco, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Diversi Comuni – tra cui BolognaCagliariFrancavilla al Mare (CH), MilanoPalermoSiracusa – hanno esposto la bandiera arcobaleno per sostenere i diritti di tutte le famiglie e contestare le posizioni retrive espresse dal convegno di Verona.

Il Partito Democratico in Friuli-Venezia Giulia ha contestato l’improvvida scelta del governatore Massiliano Fedriga di concedere il patrocinio al Congresso mondiale delle famiglie. Il segretario Pd Fvg Cristiano Shaurli ha accusato Fedriga di “piegare le istituzioni in senso ideologico”. La consigliera Chiara Da Giau ha parlato di “pessima scelta” “conferma dell’oscurantismo di una Giunta che appoggia teorie pseudoscientifiche”.

È in via di elaborazione per approdare in aula la proposta per reintrodurre l’educazione civica nelle scuole. I progetti di legge presentati negli ultimi mesi dovrebbero essere unificati e i partiti promettono di approvare all’unanimità. L’insegnamento inizierà dalle scuole primarie, con 33 ore.

Rossella Muroni (Liberi e Uguali) e Giuseppe Civati (Possibile) hanno presentato un’interrogazione al Ministero della Salute sul tema della reperibilità dei farmaci ormonali per le persone trans, dato che l’Agenzia Italiana per il Farmaco ne ha rilevato la scarsa disponibilità.

Si è costituito presso il Consiglio regionale del Lazio l’intergruppo per le libertà civili, lanciato dal consigliere Alessandro Capriccioli (capogruppo di +Europa Radicali) con l’obiettivo di trattare i temi dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e dei diritti civili. Hanno aderito inizialmente i consiglieri Pd (Buschini, Leonori, Minnucci e Tidei), della Lista Civica Zingaretti (Bonafoni, Quadrana e De Paolis), di LeU (Ognibene), del Movimento 5 Stelle (Cacciatore e Novelli).

Continuano le manifestazioni di politici e attivisti contro l’affido della gestione della Certosa di Trisulti, tramite bando del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al gruppo integralista cattolico Dignitatis Humanae Institute. Presenti a un recente corteo l’ex consigliere regionale del Lazio Daniela Bianchi e l’onorevole Nicola Fratoianni (SI). I promotori dell’iniziativa chiederanno al Ministero di revocare la concessione in autotutela.

La candidata sindaca di Forlì Veronica San Vicente Capanaga (Alternativa per Forlì) ha sostenuto la mobilitazione locale per l’eutanasia legale promossa dall’UAAR e da altre realtà, come l’Associazione Luca Coscioni.

Sebbene certi temi siano caldi, opposti schieramenti riescono a trovare punti d’intesa per arginare forme di privilegio comunitarista. Il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia ha approvato una mozione che impegna la Giunta ad approvare un regolamento per vietare l’accesso con il viso coperto nelle strutture pubbliche e negli ospedali. Il bando comprende anche il velo islamico integrale (come burqa e niqab). La consigliera Chiara Da Giau ha proposto un emendamento per modificare il testo nelle parti in cui appariva ostile verso gli stranieri, che è stato approvato. Il consigliere leghista Antonio Calligaris ha affermato, commentando il voto positivo anche del Partito Democratico: “questo non è, a mio avviso, un terreno in cui la destra e la sinistra si debbano scontrare”. Calligaris ha assicurato che la finalità non è discriminatoria verso un credo religioso e che la limitazione rientra negli ambiti stabiliti anche da un pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Diversi esponenti politici locali hanno contestato la decisione del Comune di Trieste di negare lo spazio per il palco nella piazza dove si concluderà il prossimo FVG Pride. La consigliera comunale Sabrina Morena (OpenFvg) ha parlato di gesto “vergognoso”, ipotizzando “profili di incostituzionalità”. Il consigliere Giuseppe Barbo (Pd) ha definito la decisione “antidemocratica”, “un uso politico dello spazio pubblico che dovrebbe essere a disposizione di tutti”.

La redazione

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Foto: G20 Argentina/Flickrhttps://www.flickr.com/photos/g20argentina/44285152580/




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