mercoledì 15 maggio - Camillo Pignata

Come e perché le piazze mediatiche favoriscono Lega e 5Stelle

Fake news e istigazioni all'odio, profili falsi, cambi di nome, pagine non politiche trasformate in pagine politiche o partitiche, milioni di follower.

Questo il marcio che si annida in 23 pagine, in gran parte a sostegno di Lega o M5S, rimosse da Facebook su segnalazione di Avaaz, un'organizzazione non governativa internazionale che si occupa di cambiamento climatico, diritti umani, corruzione, povertà, condizionamento dei processi decisionali dei cittadini. I bersagli? Gli ebrei, Saviano e la comunità LGBT.

Un video che rappresentava migranti intenti a distruggere una macchina dei carabinieri. Era solo la scena di un film. Una dichiarazione inventata attribuita a Roberto Saviano, secondo la quale lo scrittore avrebbe ‘preferito salvare i migranti che le vittime italiane dei terremoti’.

Ventitre pagine di disinformazione di inviti alla violenza, ma è solo la punta di un iceberg di un fenomeno, quello dei social network che ha dimensioni mondiali ed inquina la nostra democrazia, la nostra società. Un fenomeno che non si limita a condizionare comportamenti e scelte politiche, ma sottrae a noi tutti la capacità di ragionare analizzare e valutare.

Le menzogne sono state sempre presenti nel panorama politico, e ci hanno sempre condizionato. Il punto è ciò che sta dietro le fake news, che inquinano il dibattito politico, avvantaggiano una parte e danneggiano un altra. Il punto è perché le accettiamo, supinamente senza reagire.

In un primo momento le abbiamo accettato per l’autorevolezza del mezzo che trasmetteva, ”l’ha detto la televisione” dicevamo, ed ogni sciocchezza diventava verità, in un secondo momento, le abbiamo accettate, perché le immagini e il suono annebbiavano la nostra capacità critica.

Oggi le accettiamo, perché abbiamo una capacità critica di analisi e valutazione della realtà ridotta dal linguaggio assertivo, che ha sostituito quello argomentativo. E’ la nuova religione del linguaggio assertiv , che viene parlato ed ascoltato, scritto e letto in termini dogmatici, che produce monologhi più che dialoghi, perché i dialoghi sono affidati ad un sistema di interazioni on line basato su "cuori, like e pollici all'insù».

Senza argomentazioni,si rompe il cordone ombelicale tra chi parla e chi ascolta, tra chi scrive e chi legge. E allora proliferano le fake news, perché manca la verifica del ragionamento; proliferano gli insulti, perché manca la mediazione della logica, della cultura.

Ieri si ragionava sulle cose, oggi si affermano e si ascoltano tesi, prescindendo dalla verità di ciò che si dice e si ascolta e dagli argomenti che la giustificano.

La gente che ascolta, legge notizie non verificate nella loro fondatezza, prive del supporto logico ed argomentativo e culturale che le giustifica, impara a dire, scrivere e a scegliere senza verificare, senza ragionare.

Per questo bisogna riconquistare una sovranità collettiva sui dati personali, per riconquistare la nostra democrazia, la nostra libertà.

 




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